Viterbo – Ci sono quattro richieste di rinvio a giudizio per l’indagine sulla vecchia dirigenza della società Viterbese calcio.
Evasione fiscale, l’accusa formulata dal pm Stefano D’Arma, attraverso la presunta emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti.
L’importo dell’imposta evasa ammonterebbe a circa 500mila euro.
L’indagine, interamente seguita dalla guardia di finanza, copre un periodo che va dal 2007 al 2012. Sotto la lente delle fiamme gialle sono finite le fatture emesse da alcune società che avevano rapporti con la Viterbese.
Il fascicolo originario ha dato vita a tutta una serie di fascicoli satellite, aperti da altre procure italiane competenti per territorio, a seconda di dove avevano sede le società che avevano emesso le fatture.
A Viterbo, sono finiti nel registro degli indagati tre ex dirigenti e un piccolo imprenditore locale che ha emesso una delle fatture incriminate, utilizzate dalla Viterbese.
L’indagine è chiusa ormai da mesi e la procura ha messo il sigillo delle richieste di rinvio a giudizio. Ora si attende l’udienza preliminare.
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