Viterbo – (g.f.) – Consiglio comunale straordinario sulla sanità.
C’è il commissario Luigi Macchitella, non c’è più il presidente del consiglio Filippo Rossi che lascia prima dell’inizio lavori. Sostituito dalla vice Patrizia Frittelli, volendo anche più in tema con l’argomento sanità rispetto a Rossi, visto il lavoro che svolge a Belcolle.
Il commissario Asl avrebbe voluto portare la notizia dell’avvio ai lavori per il completamento del corpo C all’ospedale cittadino, ma così non è.
Annuncio di consolazione: a fine mese sarà pronto l’eliporto. “Oggi – dice Macchitella – speravo di poter dire che i lavori per completare Belcolle fossero stati avviati, purtroppo il Consiglio di stato si pronuncerà ad aprile nel merito dei ricorsi e quindi non è stato possibile cominciare.
Abbiamo fatto un incontro con la ditta che ha vinto e per la quale è arrivata la sospensiva su ricorso della seconda arrivata. Speriamo di stipulare un contratto che ci consenta almeno di non aspettare aprile per avviare il cantiere”.
Non sarà semplice. “Nel frattempo abbiamo lavorato a due eliporti – continua Macchitella – uno ad Acquapendente e uno stiamo finendo di rimetterlo in sesto e a fine mese sarà pronto, è quello di Belcolle”.
Nodo centrale della discussione è l’atto aziendale, ormai presentato in regione e in attesa d’approvazione.
Dalla seconda metà del 2015 si potrà cominciare alle strutture sanitarie viterbesi e come stabilizzarle: “Numerose sono in condizioni di precarietà, per carenza di personale e pure per il fatto che non ci sono primari di ruolo”.
Santucci (Fondazione) incalza Macchitella su Belcolle Dea di secondo livello. “Basta con questo balletto – osserva Santucci – o si fa o non si fa.
Da questa giunta ho sentito dire che non si farà, c’è sempre qualcuno più informato d’altri”.
La replica di Macchitella è secca: “Non decido io – precisa Macchitella – io posso auspicarlo e impegnarmi come sto facendo, per far sì che ci siano le condizioni per realizzarlo. Ci chiamano Dea di primo livello rinforzato. Una prospettiva c’è”.
Quindi le riduzioni con i tagli apportati, che però, a detta del commissario non hanno portato un calo dei servizi e il precariato, che reputa un errore.
“E’ stato uno sbaglio – sentenzia Macchitella – ma va avanti da dodici anni, ve ne dovevate accorgere un po’ prima”.
Mentre parla, guarda verso i banchi della minoranza e Santucci lo invita a guardare dalla parte opposta. Chiedere conto ai colleghi di maggioranza.
Al termine della seduta, nessun documento approvato. Se ne discute, come per il servizio idrico, nella prossima seduta.
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