Viterbo – (g.f.) – Caos centri anziani. Una legge del 2008 prevede che la loro gestione vada riorganizzata.
Il comune deve andare in secondo piano e a occuparsene devono essere associazioni di promozione sociale.
A Viterbo finora la norma è stata lettera morta. Il consigliere con delega al settore, Livio Treta è preoccupato. Le dieci strutture esistenti sul territorio non operano come dovrebbero.
Il comune sta correndo ai ripari, ieri mattina è cominciata la discussione in quarta commissione, di regolamento e convenzione per i centri polifunzionali, ma la confusione regna sovrana.
Se tutti concordano sul volerli mettere a norma, sul come le opinioni divergono.
Prima che entrasse in vigore la nuova norma (ma a Viterbo ancora oggi) era il comune ad affrontare direttamente le spese, coinvolto in primo piano nel portare avanti le attività.
D’ora in poi se ne devono fare carico associazioni con le quali l’amministrazione si convenziona. Quindi soggetti privati.
Ma se il comune deve affidare locali propri a un terzo soggetto, è l’obiezione che ha mosso la minoranza, può solo passare per una gara a evidenza pubblica, permettendo a chiunque ne abbia titolo di prendervi parte.
Così però non si tutela chi magari s’impegna da trent’anni nel portare avanti l’attività.
Nessuno vuole tagliarli fuori, ma come evitarlo, è ancora poco chiaro. Magari attraverso un progetto promosso direttamente dal comune.
La matassa è ancora parecchio ingarbugliata, serviranno altri incontri per capire quale strada prendere. Possibilmente in fretta.
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