Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Continua l’attività di monitoraggio dell’associazione Nuova democrazia italiana nella sanità viterbese e insieme a noi si è unito l’amico segretario provinciale della Confael Sanità Giuseppe Minetola.
Insieme abbiamo deciso di andare a visionare la struttura della casa di cura Nuova Santa Teresa. La parola giusta per definire quello che abbiamo visto è “sconcertante” e non perché abbiamo trovato delle problematiche a livello strutturale e sanitario ma perché una struttura nuova, moderna, completa e pulita come quella che abbiamo trovato questa mattina non ci aspettavamo fosse quasi deserta.
All’inizio quando è stata inaugurata era frequentata da molti cittadini perché era accreditata dalla regione e si potevano fare le varie analisi con le esenzioni di legge riconosciute.
Purtroppo questo al momento non è più possibile e di conseguenza la struttura ha perso centinaia di utenze, ma come ulteriore conseguenza troviamo anche che decine di dipendenti sono stati mandati a casa.
Ora facendo un’analisi di questi ultimi giorni e delle varie problematiche che si stanno creando con la sanità locale e non ultima l’intasamento del pronto soccorso di Belcolle di questi giorni, a causa del picco influenzale, vorremmo sapere perché dare la possibilità a una struttura di sorgere su un territorio se poi questa struttura non può ricevere utenze se non a pagamento? Non si poteva far uso di questa struttura per decongestionare il pronto soccorso e l’ospedale centrale per mancanza di posti?
Ovviamente si può rispondere che gli investitori sono dei privati e ci possono pensare da soli ma siccome stiamo parlando di una struttura sanitaria il discorso decade e decade soprattutto quando nell’ospedale principale della città si arriva al collasso per le troppe utenze e quando gli altri ospedali del circondario sono quasi praticamente chiusi o comunque incompleti.
Molte volte si è discusso del fatto che oltre 20 milioni di euro della sanità viterbese viene destinata a strutture accreditate fuori regione perché in zona mancano alcuni esami tra cui la risonanza magnetica (che si può fare anche a Villa Margherita) e altre analisi.
Perché far sì che l’utenza viterbese debba spostarsi di decine di chilometri quando nella struttura da noi visitata possiamo trovare tutto quello che potrebbe servire per coprire le varie problematiche locali?
Addirittura ci risulta che la dialisi della struttura ha disponibilità di oltre 12/14 posti ma che al massimo ne vengono usati sette e qualora le utenze di Belcolle siano maggiori si tende ad aumentare i turni e anche di notte con ovviamente spese maggiori, in quanto turni notturni e disagianti, per le utenze che potrebbero farlo nella casa di cura nelle ore diurne.
Questo è uno dei tanti punti e torneremo nella struttura non appena avremo un incontro con la proprietà o chi per lei per fare un analisi ancor più dettagliata perché ci risulta assurdo trovare interi reparti chiusi la dove potrebbero funzionare a pieno regime e da conti fatti potrebbero trovare lavoro almeno 250/300 persone tra personale specializzato, infermieri ed altro.
Massimiliano Sambin
Presidente Nuova democrazia italiana
Giuseppe Minetola
Segretario provinciale Confael Sanità
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