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Viterbo - Comune - Soldi per salvare la società idrica in cattive acque - Un ordine del giorno della maggioranza subordina l'intervento a quello degli altri comuni e della regione

Per ricapitalizzare Talete e per morire, c’è tempo…

di Giuseppe Ferlicca
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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Viterbo - Il consiglio comunale - Maurizio Tofani

Viterbo – Il consiglio comunale – Maurizio Tofani

Chiara Frontini, Viterbo 2020

Chiara Frontini, Viterbo 2020

Viterbo – Acqua pubblica e Talete, il dibattito è in alto mare. La società idrica non naviga in buone acque, non ci sono i soldi nemmeno per gli stipendi.

I comuni devono ricapitalizzare, anche se non è l’unica azione utile in grado di metterla al sicuro.

Ieri in consiglio comunale, dopo la bocciatura dei documenti proposti da Frontini (Viva Viterbo) e De Dominicis (5 Stelle), a sorpresa il sindaco ne presenta uno da parte della maggioranza, maturato in una delle infinite pause del consiglio.

Gran dibattito, ma alla fine non si vota. E’ tardi, alle 20,50 tutti a casa. Se ne riparla la prossima settimana.

Sono le linee d’impegno del comune per l’acqua pubblica e la salvaguardia di Talete. Come? E soprattutto quando?

Il comune è favorevole all’aumento di capitale sociale a patto che: “Contestualmente si provveda al commissariamento dei comuni ancora fuori – dice Michelini – che la regione attraverso istituti bancari garantisca il prestito per gli indebitamenti pregressi e sostenga la debolezza dell’Ato”.

A quando e come, non c’è risposta. “Mica commissariamo noi i comuni – osserva Buzzi – noi diciamo che deve essere la regione a impegnarsi a erogare fondi. Ma il comune che impegno si prende?

Diciamo solo che qualcun altro dovrà fare qualcosa”.

Giulio Marini (FI) invece si riconosce nel documento, mentre Santucci (Fondazione) mette in guardia: “Il commissariamento non si è mai fatto – ricorda Santucci sono cambiati presidenti della regione, ma non è mai avvenuto, perché è una procedura complessa, così come lo è la copertura del debito pregresso.

Questo documento la banca lo accetta per pagare gli stipendi ai lavoratori il 27?”.

Nell’ordine del giorno conferma lo spirito del referendum per l’acqua pubblica, i livelli occupazionali, la salvaguardia del servizio idrico e dei bilanci comunali.

“L’amministrazione è in prima linea nella salvaguardia Talete – dice ancora Michelini – e ha ottenuto una posizione quasi unanime su questo punto”.

In qualche modo il documento è stato anticipato dal consigliere Maurizio Tofani (Oltre le Mura) nel corso del dibattito.

“Siamo per l’acqua pubblica – osserva Tofani – ma non ci sentiamo di scommettere su qualcosa che non vediamo.

Ricapitalizziamo Talete se lo fanno tutti gli altri, se tutti i comuni entrano nella società e se la regione s’impegna alla copertura del bilancio”.

Il che fa esclamare a Luigi Buzzi (FdI): “Se aspettiamo gli altri e nessuno fa il primo passo, non si va da nessuna parte”.

Uno dei problemi per cui Talete non naviga in buone acque, è che diversi comuni non hanno ancora ceduto il servizio.

Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha un’idea leggermente diversa. “Se la società e la gestione pubblica non funzionano – si domanda Frontini – è colpa di chi, se non degli amministratori e quindi della politica che l’hanno gestita fino ad oggi? Invece di privatizzarla, pensiamo a eliminare le storture politiche che la stanno affossando.

La leggere regionale ha istituito un apposito capitolo di bilancio da cui si possono prelevare fondi per la ripubblicizzazione”.

Giuseppe Ferlicca


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6 febbraio, 2015

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