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Viterbo - Il comitato Non ce la beviamo in campo

Un referendum comunale per l’acqua pubblica

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Il comitato "Non ce la beviamo"

Il comitato “Non ce la beviamo” 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un primo passo è stato fatto ma il traguardo è ancora lontano. Siamo lieti che dopo 14 anni nelle nostre case sia tornata a sgorgare acqua potabile e, anche se il merito sia stato rivendicato interamente dal sindaco e dal presidente della Regione, noi vogliamo ringraziare tutti quei cittadini che con sacrificio ed impegno hanno saputo tenere alto il livello di attenzione sul problema arsenico nella nostra terra sollecitando le Istituzioni a prendere provvedimenti urgenti e mettendo fine al teatrino sul rimpallo di responsabilità.

Un ruolo importante riteniamo sia stato svolto da questo Comitato che con ripetuti contatti con la Regione Lazio è entrato in possesso dello stato dei lavori ancor prima dei Sindaci dei Comuni della Tuscia e ha contribuito ad accelerare i lavori e sbloccarli là dove si erano fermati per motivi burocratici.

C’è ancora molto da fare , ci sono zone dello stesso Comune di Viterbo dove ancora l’acqua che sgorga nelle case non è potabile: Serbatoio Pratoleva – Montanciano (Fastello – Strada Teverina) μg 12 per litro Serbatoio Magugnano (Grotte S. Stefano – Vallebona) μg 12 per litro Serbatoio Montesecco (Roccalvecce – S. Angelo di Roccalvecce) μg 12 per litro, diversi paesi della provincia con valori superiori ai limiti di legge, il sistema dei controlli che va verificato e tenuto sotto osservazione, e, l’uregnza di trovare una soluzione definitiva visto che i costi di manutenzione solo per poco tempo saranno sostenuti dalla Regione Lazio.

Inoltre, il Comitato dei cittadini ha richiesto con forza la pubblicazione delle analisi da parte della Asl che ora vanno monitorate con periodicità e non abbandonate la prima volta che si raggiugne il risultato perchè i dearsenificatori richiedono un’attenta manutenzione dei filtri.

Ma la vera sfida è la gestione dell’acqua: pubblica o privata. Tutto dipende da questo e tutti gli sforzi fatti potrebbero essere vani se l’affidamento della gestione dell’acqua sarà nelle mani del privato.

Il Comitato Non ce la beviamo ritiene che l’acqua, quale bene fondamentale di vita debba essere tenuto fuori dalle logiche del mercato e del profitto.

Soltanto una gestione pubblica che preveda la partecipazione attiva della cittadinanza, attraverso associazioni o comitati , potrà garantire la dovuta attenzione alla qualità dell’acqua erogata ed il contenimento delle tariffe.

Per questo motivo è stata promossa dal Coordinamento Regionale Lazio Acqua Pubblica e sottoscritto da 39 comuni della regione, la legge 5 del 4/4/2014. Questa Legge stabilisce che gestione deve essere svolta nel rispetto degli esiti referendari e senza finalità lucrative attraverso un percorso di affidamento della gestione a enti di natura pubblica.

Il Consiglio comunale con il voto di giovedi scorso della maggioranza, da Pd a Sel, Oltre le Mura e Viva Viterbo, sta andando , purtroppo, nella direzione opposta e dimostra di voler calpestare la volontà popolare espressa attraverso il referendum del 12 e 13 giugno 2011.

La vera sfida si gioca nei prossimi mesi, Acea sta cercando di farsi avanti per spartirsi la torta dei beni comuni.

Vorremmo capire qual’è la vera intenzione del Comune visto che su questo argomento sta balbettando da mesi; nel Consiglio di giovedi’ scorso è stato dichiarato che non si escluderà l’ingresso dei privati e che il referendum ha conivolto tutti i cittadini italiani ma non si conosce il parere dei cittadini viterbesi.

Ricordiamo che la gestione pubblica dell’acqua è già stata decisa da tutti gli italiani con un referendum popolare nel 2011, ebbene se vi è l’intenzione di avviare gestioni private del servizio idrico non rinunceremo ad opporci anche attraverso un referendum nel territorio viterbese.

Mercoledi 11/02/2015 alle ore 17,30 si riunirà presso la sede di Usb in Via Monte Pertica 14 per organizzare l’iniziativa, ovviamente la riunione è aperta a tutti cittadini.

Comitato non ce la beviamo

 


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8 febbraio, 2015

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