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Viterbo - Lavoratori senza stipendio e servizio idrico a rischio - Non ci sono soldi per manutenzione e pezzi di ricambio

Talete, il 27 sciopero e manifestazione in regione

di Giuseppe Ferlicca
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Valentino Vargas, segretario della Filctem-Cgil

Valentino Vargas, segretario della Filctem-Cgil 

La manifestazione della Talete

La manifestazione della Talete 

Lavoratori Talete in consiglio comunale

Lavoratori Talete in consiglio comunale 

Viterbo – Talete, il 27 febbraio sciopero dei lavoratori.

La situazione precipita. Questo mese la società non riuscirà a pagare i propri dipendenti, ma è il servizio idrico stesso a essere a rischio. E la politica non riesce a dare risposte.

L’assemblea indetta stamani si è chiusa con l’unica soluzione possibile: sciopero con manifestazione lo stesso giorno sotto la regione, mentre continua lo stato d’agitazione e lo stop agli straordinari, se non quelli per garantire l’erogazione del servizio.

“Noi non abbiamo la possibilità – dice Valentino Vargas della Cgil – di mettere in campo una soluzione, possiamo solo intervenire e chiedere a chi ha responsabilità di farlo.

Richiamiamo al loro dovere gli amministratori locali”.

Durante l’incontro sono state confermate tutte le criticità, collegate alle mancate fideiussioni o ricapitalizzazioni da parte dei comuni.

“Non è solo un problema degli stipendi ai lavoratori, è che non si riesce più a gestire il servizio. Di fatto inizia il disservizio, perché c’è l’impossibilità nel proseguire la distribuzione”.

Le ragioni sono note. Talete non paga i fornitori, i fornitori di conseguenza non fanno più credito. Il sistema è fermo.

“Se ad esempio – continua Vargas – si rompe una pompa a Viterbo, non ci sono i soldi per una di ricambio o per i pezzi da riparare.

Può succedere che un comune o un quartiere di una città restino senz’acqua”.

Essendo un servizio essenziale, si può precettare. “Ma chi precettano se i soldi non ci sono? – si domanda Vargas – Le ditte che non forniscono i materiali?

I lavoratori non li precettano, perché anche col rischio di non prendere lo stipendio, lavorano, loro l’erogazione la garantiscono. Il problema è rimanere senza materiali”.

I dipendenti puntano il dito contro i comuni, ma pure verso la regione.

“Questo Ato è debole – insiste Vargas – deve intervenire una sovrastruttura istituzionale. Tanto più che risulta ancora più debole per il fatto che non tutti i comuni hanno ceduto il servizio a Talete.

La regione aveva garantito il commissariamento, ma la metà sono ancora fuori. Cosa fa?

Anche per un malcostume degli anni precedenti stanno affossando una società che ha un ruolo importante, la distribuzione e depurazione dell’acqua”.

Domani, intanto, i lavoratori saranno in consiglio comunale a Viterbo, dove si discute un ordine del giorno sul servizio idrico.

Giuseppe Ferlicca


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11 febbraio, 2015

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