Viterbo – (g.f.) – Protestano i lavoratori Talete.
Lo avevano annunciato e oggi sono arrivati in consiglio comunale. La società idrica è al collasso. Questo mese non ci sono i soldi per lo stipendio, ma è a rischio pure l’erogazione dell’acqua.
Le casse Talete sono a secco anche per l’ordinaria manutenzione e per pagare i fornitori, nella malaugurata ipotesi si dovesse guastare una pompa o qualsiasi altro pezzo.
Nel frattempo la politica prende tempo. Ricapitalizzazione o fideiussione. La strada per tentare di salvare la società è chiara, ma finora poco o nulla si è visto.
Oggi il consiglio comunale deve approvare l’ordine del giorno sul servizio idrico e i lavoratori sono arrivati per fare pressione, far sentire la loro voce.
Il capoluogo può essere l’apripista, dare l’esempio per tutti gli altri.
Quella di oggi per i lavoratori è soltanto la prima di una serie d’iniziative che sfocerà il 27 febbraio con otto ore di sciopero e la manifestazione sotto la regione.
Mentre è stato indetto lo stato d’agitazione.
La sala del consiglio è piena, ma questo non modifica i normali ritmi del consiglio comunale. Dalle 15.30, orario di convocazione, il primo appello arriva alle 16.15.
Ci sono 33 emendamenti da parte di Viterbo 2020 e uno da parte di Sel e Movimento 5 stelle, sull’ordine del giorno che riguarda la gestione idrica e le modalità di salvataggio di Talete.
Fratelli d’Italia ha a sua volta proposte d’emendamenti per migliorare il testo.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY