Viterbo – Salvate il soldato Talete.
C’è voluto tempo, settimane di rinvii e tentennamenti, tre sedute, compresa una straordinaria, ma alla fine il consiglio comunale s’impegna a mettere in campo le procedure per consentire, tra l’altro, a Talete d’accedere al credito.
Per scongiurare l’interruzione del servizio idrico e il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Ma la salvezza è tutt’altro che certa. C’è la volontà, non ancora i soldi. C’è il comune di Viterbo a dare il buon esempio. Gli altri lo seguiranno?
L’ordine del giorno ha visto recepire in quello originario della maggioranza, punti salienti dell’altro proposto dall’opposizione.
Votano sì Pd, Oltre le Mura, Viva Viterbo, Lista Civica, FI, FdI, gruppo misto e Fondazione.
Per Viterbo 2020, Chiara Frontini rimane in consiglio ma non vota, come prevede il regolamento. “Non condivido nulla di questo documento – spiega Frontini – ma recepisce richieste dei lavoratori e per loro rispetto non voto”.
Stessa scelta di Gianluca De Dominicis (Movimento 5 Stelle). Per questo passa all’unanimità.
In maggioranza Paolo Moricoli, dopo avere annunciato che ci avrebbe riflettuto, alla fine vota sì.
Nonostante tutti e tre siano per una decisa ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, aspetto appena sfiorato dall’ordine del giorno condiviso.
Per questo Chiara Frontini presenta 33 emendamenti e uno arriva da parte di Sel e Movimento 5 stelle per modificare l’ordine del giorno. Senza successo.
“Li abbiamo presentati, e non si dica che non abbiamo a cuore il futuro dei lavoratori – spiega Frontini – anzi, ci teniamo e con gli emendamenti abbiamo voluto dimostrare che esiste una soluzione diversa da quella proposta e il progetto Parca non è la panacea di tutti i mali”.
Ma secondo Daniela Bizzarri (Pd) l’averli presentati è un danno per i lavoratori.
“Molti alla fine se ne sono andati – spiega Bizzarri – magari avrebbero voluto assistere all’approvazione del documento. Li ha privati di sapere cosa il consiglio ha deciso su questo argomento”.
Intervento bollato come grottesco da De Dominicis (M5s)
Si tratta di acqua e alla soluzione finale si arriva dopo una seduta fiume.
In sala ci sono i lavoratori Talete, ma la gran parte soccombe alla durata dei lavori e se ne va. Così come nei banchi la partecipazione dei consiglieri si va col passare delle ore diradando.
Per fortuna nessuno ha mai chiesto il numero legale.
S’inizia alle 16.15, interruzione alle 16.40 per discutere fra gruppi, si riprende solo dopo le 18.30 per leggere l’ordine del giorno rivisitato e corretto e poi passare alla lettura di tutti gli emendamenti. Si chiude dopo le 22.
Il documento approvato impegna il consiglio comunale ad attuare con estrema sollecitudine tutte le procedure per garantire l’accesso di Talete al credito, per consentire una serena programmazione delle attività, un corretto e positivo rapporto con le maestranze, scongiurando quindi l’eventualità di disservizi che graverebbero sui cittadini utenti.
Quindi ad attuare con estrema sollecitudine l’individuazione di un esperto finanziario.
Poi invita a dare corso alle indicazione contenute nel progetto Parca.
Infine, a valutare al momento del pareggio di bilancio, la possibilità di ripubblicizzazione dell’acqua. Punto, quest’ultimo, espresso in modo troppo debole per M5s, Viterbo 2020 e Sel. Non è escluso e nemmeno scongiurato l’ingresso di privati.
Finiscono nelle premesse i punti che invece facevano parte dell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza, ovvero, che la regione s’impegni a commissariare i comuni ancora fuori da Talete, sostenga l’Ato in quanto debole e garantisca per i debiti pregressi.
“A me interessa salvare Talete – osserva il sindaco Michelini – perché può essere salvata e rappresenta ancora un valore. Si potrà parlare d’acqua pubblica, ma pensare di salvare i lavoratori mettendo in piedi un consorzio di comuni, siamo sicuri che sia la vera soluzione?
Oggi Talete ha strumenti che possono dare un segno nell’efficienza e nell’acqua pubblica. La prossima assemblea Ato avrà un documento, un ordine del giorno chiaro da parte del comune di Viterbo”.
Giuseppe Ferlicca
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