Viterbo – Nei pressi della Piana degli Albanesi, vicino Palermo, il primo maggio 1947, durante la Festa del Lavoro, alcuni banditi spararono sulla folla.
Vi furono 11 morti e più di 30 feriti. I colpi furono sparati da Salvatore Giuliano, il famigerato bandito di Montelepre e dai suoi compagni. Si consumò, così quella che venne poi definita la prima strage e il primo mistero dell’Italia repubblicana.
La Cgil di Viterbo, come nelle giornate di studio in ricordo della strage promosse nel 2012, ha rinnovato l’adesione all’iniziativa “Portella della Ginestra, un processo in mostra” in programma a Viterbo il 21 e il 22 febbraio 2015.
La manifestazione è stata promossa dall’Archivio di Stato di Viterbo e Caffeina Festival in collaborazione con l’Università della Tuscia.
“La strage di Portella della Ginestra – spiega la Cgil Viterbo – rappresenta uno dei momenti più tragici della storia delle lotte sindacali e dei lavoratori. Per questo contribuire alla manifestazione di quest’anno dedicata al ricordo della strage e all’approfondimento di temi sulla legalità e la giustizia è stato per la Cgil una sorta di obbligo morale”.
Le giornate di studio del 2012 si svolsero nella cornice del convento dei carmelitani scalzi, sede per molti anni del tribunale di Viterbo dove ebbe sede il processo. I lavori furono incentrati sulla ricostruzione degli avvenimenti del primo maggio 1947, attraverso l’intervento di studiosi e personalità illustri, con un dibattito storiografico sulla strage posto in connessione con la storia dell’Italia repubblicana, senza trascurare il mondo della cultura e delle arti, la memoria del sindacato e le celebrazioni ufficiali.
Partecipò, tra gli altri, Mario Nicosia, testimone dei fatti, che era tra i lavoratori a festeggiare il primo maggio a Portella della Ginestra e vide undici suoi compagni cadere. A concludere i lavori era stata la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso che aveva ricordato come, dopo 65 anni dalla strage, non si conoscessero i mandanti.
L’iniziativa di questo anno prevede due giornate di studio: sabato 21 febbraio alle 9.30 presso la Sala Regia di Piazza del Plebiscito, con il coordinamento di Carlo Ghezzi, Presidenza Fondazione Di Vittorio, si terrà la presentazione degli Atti del Convegno “Portella della Ginestra, un processo in mostra” del 17 e 18 aprile 2012 con la presentazione di “Politica memoria e uso pubblico della storia”, il libro di Sante Cruciani, Maria Paola Del Rossi e Manuela Claudiani dove il panorama degli studi raccolti è integrato con un’analisi delle reazioni del mondo politico e sindacale, una rassegna sul processo di Viterbo nei rotocalchi italiani e una densa ricognizione sui lavori della Commissione Antimafia, con risultati che attestano l’efficacia di una indagine a tutto campo tra politica, memoria e uso pubblico della storia.
Sempre sabato 21 gennaio alle 15 presso la Sala Alessandro IV in piazza San Lorenzo si terrà l’incontro “La forza della memoria: arti espressive a confronto”. Partecipano Paolo Benvenuti, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico; Pasquale Beneduce, docente Uniclam Offi.cine Artestoriadiritto; Ettore De Concilis, pittore e scultore e autore del Memoriale di Portella della Ginestra; Francesco Guccini, musicista, cantautore, scrittore; Franco Insalaco, autore di saggi filosofici e testi poetici Loriano Macchiavelli, scrittore; Andrea Romoli, critico; Fabio Stassi, scrittore.
Coordina Manuela Claudiani dell’Archivio di Stato di Viterbo. Sempre presso la sala Alessandro IV sarà esposta la mostra multimediale “Politica, Memoria, Uso pubblico della Storia (1947 – 2012)” a cura di Sante Cruciani, Maria Paola Del Rossi, Edmondo Montali. Domenica 22 febbraio alle 11.00 al Teatro San Leonardo di Via Cavour 9 Francesco Guccini e Loriano Machiavelli parlano del libro “La pioggia fa sul serio – Romanzo di frane ed altri delitti” con interviste di Fabio Stassi.
“Sono trascorsi ormai settanta anni dalla strage di Portella della Ginestra e ricordare le vittime della strage è un impegno civile – conclude il sindacato – soprattutto per i più giovani, che sanno poco o nulla di quel che è successo quel giorno. Le persone, e soprattutto i giovani, devono recuperare la memoria di ciò che è successo. Attraverso iniziative di questo genere è possibile sensibilizzare gli adulti e le nuove generazioni sui fondamentali temi della legalità e della giustizia”.
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