Viterbo – Con una sentenza depositata il 18 febbraio 2015, il tribunale di Viterbo, come giudice del lavoro, ha condannato la Asl a restituire, sotto forma di riposi compensativi, a una trentina di infermieri di Belcolle il tempo da essi impiegato per indossare e svestire il camice, prima e dopo il servizio.
Il personale infermieristico e assistenziale che lavora negli ospedali è obbligato a conservare gli indumenti di lavoro in ambiente protetto; dopo aver timbrato, deve indossare gli abiti, e presentarsi nei reparti all’orario di inizio del turno; alla fine del turno, deve svestire gli indumenti di lavoro e lasciarli in ospedale, prima di uscire.
Tuttavia, finora, la Asl non ha mai né compensato, né considerato orario di lavoro il tempo necessario ad indossare e svestire la divisa.
Per questa ragione, un primo gruppo di infermieri di Belcolle, attraverso la Uil Fpl rappresentati dallo studio legale Pistilli & associati, si sono rivolti al tribunale per veder riconosciuto il proprio diritto di computare il tempo occorrente per indossare e svestire la divisa come orario di lavoro.
Il tribunale di Viterbo ha accolto la loro domanda, pronunciando la sentenza pubblicata il 18 febbraio, dichiarando che i lavoratori hanno diritto alla restituzione del maggior tempo necessario per indossare e svestire le divise, che ha quantificato in 10 minuti per ogni turno di servizio.
Conseguentemente, se questa sentenza non sarà riformata, la Asl sarà obbligata a concedere agli infermieri e agli operatori alla assistenza 10 minuti di recupero compensativo per ogni turno lavorato negli ultimi 10 anni.
Questa sentenza era stata preceduta da un’altra pronuncia conforme, sempre del tribunale di Viterbo, che riguardava una decine di infermieri dell’ospedale di Montefiascone, sempre iscritti alla Uil Fpl.
L’avvocato Elena Tolomei, che ha difeso per lo studio legale Pistilli i lavoratori iscritti alla Uil, sentita sulle possibili conseguenze della sentenza, ha fatto osservare che questo precedente, se confermato, potrebbe riguardare centinaia di lavoratori – infermieri, operatori assistenziali, ausiliari – in pratica tutti coloro che sono impiegati in turni con obbligo di divisa.
“Se si considera che ognuno di essi potrebbe aver maturato il diritto ad almeno 30 giorni di riposi compensativi (da sommarsi alle ferie ordinarie) – dice l’avvocato Tolomei – nei prossimi giorni la Asl sarà invitata a riflettere su un possibile accordo transattivo, che risolva la controversia con reciproca soddisfazione dell’azienda e dei lavoratori”.
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