| L’intervista a Laura Allegrini |
– Un premier gay? La senatrice Laura Allegrini ha un concetto diverso. Se in Italia deve succedere, almeno tenga a freno la sua natura. Non ostenti.
Si dice che a Roma la parlamentare Pdl sia molto attiva (a differenza di colleghi più passivi). Anche quando rilascia interviste, riesce a a concentrare in una, più di una gaffe. Non è da tutti. Così, nella stessa rilasciata a Klaus Davi sui compensi ai parlamentari, la senatrice riesce a fare danni anche parlando di omosessualità.
Sollecitata a rispondere su cosa ne pensa di Nichi Vendola primo ministro, inizialmente la risposta è netta. Premesso di non avere nulla contro gli omosessuali: “Io non ce lo farei diventare proprio”. Intuendo in che palude rischiava d’affondare, l’intervistatore chiede. “Per ragioni politiche?”. La risposta non è molto chiara. “Vendola – spiega (o quasi) la senatrice – mi pare che nel panorama della sinistra abbia grandi doti, grandi capacità. Una grande umanità che sa comunicare. E’ molto furbo. Forse è anche una spanna sopra rispetto agli altri”.
Ed è gay. “E’ stato detto con Berlusconi che deve essere un esempio – continua la senatrice – io non vorrei Vendola come esempio”. A ciascuno l’esempio che merita.
“La vita del premier è importante – sostiene la senatrice – mi pare che questo sia stato fortemente imputato a Berlusconi dai comunicatori. Credo che un’eccessiva ostentazione di alcune cose non è richiesta. Trovo comunque che Vendola non sia uno che ostenta eccessivamente”. Poche idee, ma ben confuse. Va bene o no? Forse. Chissà. Perché il punto è un altro. “Si porrebbe – continua la Allegrini – il problema delle unioni gay, che io non condivido”. E’ vero. Sta scritto in Costituzione che ogni presidente deve sposarsi.
Il giornalista, oltre a cercare d’interpretare il pensiero della parlamentare Pdl, si preoccupa anche per lei. Gli omosessuali si arrabbieranno, fa notare. Ma la senatrice non se ne cura. “Ho molti amici gay dei quali apprezzo la sensibilità – spiega la Allegrini – ma faccio battaglie perché sono contro matrimoni gay e conseguenti adozioni”. Che sensibilità.
La senatrice è comunque a favore di un premier gay. E’ un’altra interpretazione dell’Allegrini pensiero. La diretta interessata approva. “Purché non ostenti – dice lei – il proprio stile di vita”. Quindi Vendola o chi per lui è avvisato: niente mignolo alzato bevendo un aperitivo, niente t shirt fucsia, bandito anche il cocktail pink passion.
Anche perché: “Non rispecchierebbe l’Italia – osserva la senatrice – dove non c’è questo stile di vita”. Giusto. Il premier attuale è la fotocopia dell’italiano medio. E’ proprietario di televisioni. Come ogni qualsiasi altro suo concittadino.
Di nuovo l’intervistatore si preoccupa. I gay s’incazzeranno. “E pazienza – conclude la Allegrini – tanto si stanno incazzando tutti. Sapesse quanto mi arrabbio io quando vado dal parrucchiere”.
Sarà perché il parrucchiere è gay. Forse per la senatrice, l’universo omosessuale spazia dal taglia e cuci alla messa in piega. Quest’ultima a volte può non riuscire perfettamente. Come un’intervista. Solo che la prima si può rifare, la seconda resta.
L’intervista alla senatrice Allegrini
Prima i compensi ai parlamentari, quindi la Rai, un commento su Simona Ventura, poi il punto di vista della senatrice Allegrini su un eventuale premier gay. Ecco la trascrizione dell’intervista realizzata alla parlamentare viterbese da Klaus Davi.
Il giornalista chiede se Nichi Vendola, dichiaratamente omosessuale, possa diventare premier.
Dopo un iniziale “Mah, non so, dunque…”, la Allegrini risponde: “Io non ho niente contro gli omosessuali. Ma la domanda è se possa diventare premier, beh, io non ce lo farei diventare proprio!”
“Per ragioni politiche?”, incalza il giornalista. “Per ragioni… ma guardi Vendola nel panorama della sinistra ha grandi doti e grandi capacità… però siccome un premier, è stato detto di Berlusconi, deve essere un esempio, ecco io non lo vorrei come esempio”.
“Quindi un premier – continua Davi – che va col suo compagno da Obama, no Obama non è l’esempio giusto, dalla Merkel o da un altro capo di stato non è un buon esempio di premier?”
“No – spiega la senatrice – diciamo che potrebbe fare bene il premier lo stesso, ma se cominciamo a dire che anche la vita del premier ha importanza e mi pare che questo sia stato fortemente imputato a Berlusconi dai comunicatori… credo che un’eccessiva ostentazione di alcune cose non è richiesta. Trovo comunque che Vendola non sia uno che ostenta eccessivamente”.
Quindi, sintetizza il giornalista, un gay può fare il premier, ma una vita gay ostentata non farebbe bene al Paese. “Ha capito benissimo – risponde la senatrice -. Anche perché – continua – si porrebbe poi il problema delle unioni gay, che io non condivido”.
Quindi il giornalista interpreta spiega meglio alla Allegrini il concetto che la Allegrini dice. “Lei non dice no a un premier gay, perché se lo scelgono gli italiani in democrazia, non lo vota ma le sta bene. Il problema è una vita gay ostentata, che non è adatta all’immagine di un premier per l’Italia. Ho capito bene?”, chiede il giornalista.
“Ha capito benissimo. Sono molto amica dei gay – aggiunge la Allegrini – dei quali apprezzo la sensibilità, ma faccio battaglie oltremodo agguerrite perché sono contraria ai matrimoni gay e a conseguenti adozioni, affidi…
Davi nuovamente sintetizza: “Sì a un premier gay ma che non ostenti il proprio stile di vita”.
“Non voglio essere integralista”. E Davi ancora interviene. “Lei ha detto sì a un premier gay, non ha detto no, altrimenti si aprirebbe un caso perché lui non potrebbe perché gay e lei è una democratica. Però lei dice un’altra cosa: sì a un premier gay ma se ostentasse il suo stile di vita, non farebbe il bene dell’Italia. Ho capito bene?”. (Ma quando lo ha detto? Ndr).
“Diciamo – continua la Allegrini che non sarebbe un esempio che non corrisponde affatto all’Italia. Mi pare che l’Italia in questo momento non abbia quello stile di vita. Non è prioritario”.
“Lo stesso dicasi – aggiunge Davi – per il matrimonio di Paola Concia, così esibito…”. “Sì quello mi è sembrato un eccesso….”.
“Se la Concia fosse stata premier, quella roba non avrebbe fatto bene al Paese, intende così?”
“Non sarebbe stato un buon esempio – dice la senatrice – perché comunque quel tipo di unioni possono essere fatte, ma non voglio legalizzarle. Una famiglia è una cosa diversa”. Non rappresenterebbe l’Italia, le suggerisce Davi.
“Non rappresenterebbe l’Italia – continua la Allegrini – e non rappresenta l’archetipo e neanche l’attualità della famiglia italiana, perché c’è, grazie a Dio, un ritorno alla famiglia tradizionale”.
“Sì incazzeranno i gay”, conclude Davi.
“E pazienza, tanto si stanno incazzando tutti. Sapesse quanto mi arrabbio io quando vado dal parrucchiere!”.
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