Viterbo – Il presidente del consiglio? Si decide al bar.
Con un’intesa sul successore di Filippo Rossi ancora lontana e dopo la riunione fiume di ieri sera andata a vuoto, prove tecniche di ricompattamento nel centrosinistra. Finora senza grossi risultati.
Prima dell’incontro in comune, cominciato poco intorno a mezzogiorno, un nutrito gruppo di consiglieri Pd si è visto in un bar fuori le mura, al riparo da occhi indiscreti.
Non abbastanza al riparo a quanto pare.
Qualcuno li ha notati e avrebbe visto pure il consigliere regionale Enrico Panunzi. Si ragiona su un presidente in rosso. Anzi in Rossi.
La proposta del sindaco Leonardo Michelini è per il ritorno del figliol, anzi, del presidente prodigo.
Idea lanciata ieri sera e accolta più che tiepidamente. Insieme a quella di Patrizia Frittelli.
Su Rossi, tra l’altro, si parla di un incarico a tempo.
Un rientro per poi affidargli progetti o altro in zona cultura. Chiacchiere o poco più. Stamani tra l’altro, Rossi si è rivisto in comune, partecipando alla riunione di maggioranza.
Di vero c’è che l’intesa è lontana e oggi si corre il serio rischio d’andare al voto senza un nome, quindi scheda bianca o candidato di bandiera che non ha i numeri per essere eletto.
Con questo quadro, in cui le possibilità che la presidenza spetti al Pd ormai tramontate, l’unico che potrebbe risolvere la situazione è il sindaco Michelini.
Magari tirando fuori dal cilindro un nome nuovo, in zona liste civiche e spendibile. Livio Treta (Lista Civica) corrisponde a questo identikit. O un già menzionato Maurizio Tofani, capogruppo Oltre le Mura.
Ha la forza politica il primo cittadino d’imporsi e la sua maggioranza d’accettarlo? Difficile dirlo.
Se dovesse passare l’ipotesi Filippo Rossi, sarebbe una scelta lacrime e sangue nella maggioranza, in particolare nel Pd. Diviso sul suo ritorno.
Viceversa un Treta della situazione potrebbe essere meglio digerito.
Meno probabile che la scelta vada su un consigliere Oltre le Mura, come Ciorba. Quest’ultimo ambisce più a un ruolo in giunta al prossimo rimpasto, che non sarà domani, ma che comunque il primo cittadino sarà chiamato a fare.
Più in là nel tempo. Il problema non è il domani, ma l’oggi.
E per la maggioranza non si mette troppo bene. Appuntamento alle 15.30 (sulla carta) in consiglio comunale. Quando si sa già che alla maggioranza mancherà un voto. Quello di Goffredo Taborri (Ncd). Per impegni di lavoro non ci sarà.
Intanto al riunione mattutina di maggioranza si è chiusa con un nulla di fatto, pausa pranzo. Si riprende alle 15. Il consiglio comunale oggi comincerà con calma…
Giuseppe Ferlicca
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