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Comune - Chiara Frontini (Viterbo 2020), nel sostenere con fermezza la contrarietà alla privatizzazione, attacca l'amministrazione dopo l'ordinanza di non potabilità emessa ieri

“Non sono serviti nemmeno i dearsenificatori”

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Chiara Frontini

Chiara Frontini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Diteci che è uno scherzo. In effetti, viste le ultime performance in consiglio comunale, pensavamo di essere stati teletrasportati da Palazzo dei Priori agli studi di Scherzi a parte. Se non avessimo visto con i nostri occhi l’ordinanza n.18 del 27 febbraio firmata dal sindaco Michelini, che sancisce, maledettamente ancora una volta, la non potabilità dell’acqua a causa di un aumento eccessivo dei fluoruri, non ci avremmo creduto.

Eh sì, perché dopo il danno di quindici anni di non-risposte, oggi che si intravedeva la soluzione scopriamo che invece, anche questi mitici dearsenificatori, sono fallati. O meglio, che il lavaggio dei filtri non è così efficiente. E quindi noi vogliamo sapere: chi è competente per la manutenzione ed il lavaggio dei filtri? E lo vogliamo sapere con certezza perché ci siamo abbastanza stufati di sentir rimpallare le responsabilità da un lato all’altro dello spettro politico.

Perché noi non dimentichiamo che l’inefficienza del servizio idrico, il caro bollette, la presenza di valori di arsenico e fluoruri fuori norma è responsabilità di una precisa politica, di centro destra e centro sinistra, per anni ha nominato cda evidentemente incapaci di garantire un servizio decente.

Tanto che adesso, in base al nuovo piano aziendale, ci toccherà pagare un manager per fare la due diligence, in poche parole per rappezzare quella “diligenza” gestionale che loro non hanno mai avuto. Troppo facile, far pagare sempre i cittadini.

Già perché in questi giorni stanno arrivando fior fior di cartelle esattoriali ai morosi e scusateci se ci chiediamo: è giusto pagare il 100% della bolletta per l’acqua non potabile? Come può Talete pretendere correttezza dai cittadini quando lei per prima non applica la legge che prevedrebbe il taglio del 50% della tariffa per l’acqua non potabile?

Ma la soluzione il partito unico di casa nostra – su questi temi assolutamente unito e trasversale, da centro destra a centro sinistra – ce l’ha in tasca: privatizzare la gestione dell’acqua (chissà se a Caltagirone & Soci, quindi ad Acea…), in barba al referendum popolare.

Viterbo 2020 insieme a tanti viterbesi si opporrà con tutte le sue forze per identificare e rendere pubbliche le responsabilità di questo ennesimo disservizio ai cittadini e difendere la gestione pubblica dell’acqua, che è bene primario e di tutti.

Chiara Frontini
Consigliera comunale Viterbo 2020


Floruri oltre i limiti, acqua di nuovo non potabile a Viterbo


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28 febbraio, 2015

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