– Un inno che nasce dal cuore. Spontaneo come la fede che li anima. Forte come il coraggio con i quali portano ogni anno la Macchina.
E’ la preghiera del facchino. Poche righe per invocare quella piccola grande Santa affinché non abbandoni nessuno di loro la sera del fatidico 3 settembre.
E quella preghiera non poteva che essere scritta da uno di loro. Da un facchino, anzi, da un ciuffo.
Romolo Tredici, che quest’anno festeggia il 25esimo anno al servizio di Santa Rosa.
“Scrivo poesie e componimenti per passione – racconta Romolo – e già da tempo avevo in mente di dedicarne uno a Santa Rosa e ai facchini in genere. Però non è facile. Questo genere di cose devono nascere spontaneamente, dal cuore”.
E così è stato. Dopo il suggerimento del Sodalizio dei Facchini che da qualche anno chiedevano a Romolo Tredici di comporre qualche riga per l’occasione, finalmente l’anno scorso la preghiera ha trovato il suo compimento.
“Ho tentato di descrivere le nostre emozioni e il rapporto fortissimo che ci lega alla Santa – spiega ancora Romolo -. La soddisfazione maggiore è quella di sentire che quelle stesse parole, scritte di getto e con devozione, hanno emozionato tutti i Facchini. Tutti, ognuno a suo modo, ci si sono riconosciuti”.
E quella preghiera è ormai ufficialmente diventata dall’anno scorso la vera preghiera ufficiale del Sodalizio e sarà letta prima della benedizione in articulo mortis nella chiesa di San Sisto.
“Sarò io stesso a leggerla – conclude Romolo -. Se ci penso già mi vengono i brividi. L’emozione di quel momento è indescrivibile. Siamo lì carichi e pronti a portare la Macchina. Leggere quella preghiera dal pulpito di San Sisto mi darà, ancora una volta, un brivido in più”.
La preghiera del Facchino
Rosa, profumatissimo e vivido fiore
sbocciato dalla grigia pietra viterbese,
virtuoso esempio di profondo amore
nel breve corso della tua stagione,
cuci su questo mio bianco vestito
il niveo candore della tua purezza,
illumina con la tua invitta fede
le ombre e le luci di questa notte.
Beata Rosa, colora questa fascia
che mi cinge stretta la vita,
del rosso sangue del tuo cuore immenso,
infondi in me tutta la forza
per compiere l’impresa che mi aspetta,
rivolgimi il tuo sguardo misericordioso
e purifica la mia anima dal peccato
con ogni goccia del mio sudore.
Santa Rosa, sostieni questo impetuoso
fiume bianco di uomini devoti
fino al raggiungimento della meta,
gioisci della nostra salda unione
e di quella dell’intera tua città,
simbolo per una notte di un messaggio
di forza, di volontà e di fede
per un futuro di speranza, di solidarietà e di pace.
Romolo Tredici
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