Viterbo – “Maggioranza condizionata dalla dialettica interna al Pd”.
Valerio De Nardo si mette alla guida si Sel dopo le dimissioni di Umberto Cinalli. La sua analisi politica del partito è lucida. Ribadisce l’appoggio di Sel all’amministrazione Michelini essendone, per lui, parte costitutiva e integrante. Ma riconosce i limiti e la poca incisività del suo schieramento in questi due anni di governo.
Colpa anche di una dialettica interna al Pd che, spesso, blocca l’attività amministrativa. De Nardo ha già incontrato il sindaco e, con lui, a definito le linee da portare avanti. Dice di aver trovato un Michelini sensibile ad alcuni temi cari a Sel, come l’immigrazione e il rapporto con le comunità sul territorio.
Un giudizio sulla politica di Sel?
“La posizione di Sel – dice De Nardo – è difficile, sia a livello nazionale che locale, perché vuole esprimere una cultura politica di sinistra e allo stesso tempo una di governo. Questo comporta degli ostacoli, specie in una fase in cui Renzi, pur avendo un ampio consenso, sta adottando misure criticabili, come i tagli agli enti locali che hanno una inevitabile ricaduta sulla vita dei cittadini”.
Qui a Viterbo come vanno le cose?
“A livello locale, sia in Regione che a Roma Capitale e al Comune, cerchiamo di essere presenti, assumendoci delle responsabilità di governo del territorio. Tutto ciò in un contesto in cui, nella sinistra, le divisioni non sono mai mancate e non mancheranno”.
E’ coordinatore da pochi giorni.
“Siamo un gruppo che fa politica per passione e non per professione. Cerchiamo di impiegare il poco tempo che abbiamo per tenere in piedi un’esperienza e Umberto Cinalli, che mi ha preceduto, si è sempre impegnato con generosità. Cercherò, ora, di fare lo stesso”.
Quali sono le priorità da attuare?
“Ci sentiamo parte costitutiva e integrante della coalizione che sostiene Leonardo Michelini, anche con le difficoltà finanziarie che l’ente si trova ad affrontare. Porteremo avanti le politiche che permetteranno di creare opportunità di sviluppo e occupazione. Abbiamo a cuore i temi della sostenibilità ambientale, delle energie alternative e la riqualificazione e prevenzione idrogeologica. Poi i diritti e le libertà degli individui. Per questo motivo, parteciperemo alla manifestazione contro l’omofobia promossa dall’Arci il 21 marzo”.
Ha già incontrato il sindaco Michelini?
“Sì, nel fine settimana, ed è stato un incontro molto colloquiale per fare il punto della situazione e capire le linee da portare avanti. Vogliamo mettere in atto una politica più incisiva per dare il nostro contributo alla città. Ho trovato il sindaco molto sensibile ai temi dell’immigrazione e del rapporto con le comunità sul territorio. Mi fa ben sperare”.
Cosa ne pensa dell’amministrazione?
“Ci sono luci e ombre, ma anche noi, come Sel, non siamo esenti dal fare autocritica. Le luci sono rappresentate dal rinnovamento che ha messo fine alla cristallizzazione dei 18 anni di predominio del centrodestra. Poi, il fatto che l’amministrazione stia cercando di mantenere un equilibrio finanziario che, nel corso degli anni e per varie vicende, come quella delle società partecipate, è stato compromesso. Le ombre, invece, sono dovute ai limiti evidenti nella politica culturale che, ora, però, si prova a recuperare con la candidatura di Viterbo a città italiana della cultura. Ci sono poi le criticità dovute alla gestione dei rifiuti, verso le quali, però, noto anche la buona volontà del sindaco e di alcuni assessori di superarle.”.
Nessun difetto, quindi…
“Ci sono difficoltà all’interno della maggioranza, che è molto condizionata dalla dialettica interna al Pd, che è il partito più grande e che è anche attraversato da tensioni, che spesso si scaricano all’interno della coalizione. Dopodiché ci sono insufficienze, carenze e contraddizioni, che, però, fanno parte della normale dialettica politica. A queste si aggiungono le difficoltà del contesto economico”.
Il ruolo di Sel nella coalizione è sottovalutato?
“Dal punto di vista politico no, perché in questi due anni, Paolo Moricoli è stato un punto di riferimento. Certo – ammette – anche con una nostra presenza in giunta, non siamo riusciti a essere incisivi. Raffaella Valeri, però era espressione di Sel e Viterbo bene comune e tra i due gruppi c’è stato poco raccordo. Quindi sulle deleghe che le competevano, siamo stati noi, in primis, a essere insufficienti. Credo dunque che siamo considerati politicamente nella maniera adeguata e che siamo comunque riusciti a esprimerci. Siamo consapevoli dei nostri stessi limiti e vogliamo farci carico della responsabilità, senza seguire il gioco di qualche componente della coalizione, che sta in maggioranza e, allo stesso tempo, vuole fare l’opposizione. Ci interessano le politiche per il territorio e non le poltrone, al contrario di chi in maggioranza pensa più ai posizionamenti del singolo e delle correnti piuttosto che ai temi reali che ci colpiscono ogni giorno”.
Paola Pierdomenico
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY