Roma – Verso la riapertura del caso Moro?
Papa Francesco ha, infatti, voluto che Antonio Mennini, nunzio apostolico del Regno Unito, venisse ascoltato dalla commissione d’inchiesta sulla vicenda. Proprio Mennini, secondo quanto riferito da Francesco Cossiga, sarebbe stato il confessore dello statista e lo avrebbe addirittura confessato durante la sua prigionia.
Come nunzio apostolico, Mennini gode dell’immunità diplomatica e quindi finora non ha mai deposto in tribunale né rilasciato interviste.
E’ qui che arriva la svolta con Papa Francesco che avrebbe scelto di far prevalere la ricerca della verità sulle regole della immunità diplomatica. L’incontro è fissato per oggi, 9 marzo, e avverrà nella sede della Commissione, a San Macuto, invece di far trasferire l’organismo a Londra.
Papa Bergoglio, da quanto si è appreso, sarebbe stato spinto dalla volontà di aprire alla possibilità che nuova luce possa essere fatta sul caso, per collaborare con la giustizia. E poi, secondo il Pontefice, il chiarimento di alcuni snodi importanti della storia italiana, permetterà anche al Vaticano di voltare pagina.
“L’arcivescovo Mennini è l’uomo che più di tutti fu spiritualmente vicino ad Aldo Moro. Tanti i punti che potrà affrontare: il suo ruolo in quei giorni, i suoi contatti, l’impegno enorme di Paolo VI ad avviare una trattativa per restituire Moro vivo al Paese e alla sua famiglia e perché questo tentativo non andò in porto.
Con Bergoglio, adesso Mennini è libero di parlare”, aveva detto i presidente della Commissione d’inchiesta Giuseppe Fioroni in merito all’audizione.
Secondo le dichiarazioni di Cossiga, Mennini sarebbe stato vicino a Moro durante la prigionia e lo avrebbe addirittura confessato, impartendogli l’estrema unzione all’interno della prigione delle Br prima della uccisione.
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