Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nell’incontro del 19 febbraio con la direzione delle Terme dei Papi, l’azienda ci comunicava che il problema venutosi a creare alla sorgente del Bullicame “La Caldara (svuotamento) non veniva ripristinata al più presto, la stagione termale dei fanghi che inizia il sedici marzo era a forte rischio.
Le conseguenze? Si creerebbero ingenti danni economici allo stabilimento. Tutto il personale stagionale assunto per tale servizio non viene assunto e si creerebbe un esubero di circa 50 persone.
Nell’incontro con il comune, da noi richiesto, per capire lo stato dell’arte della vicenda l’assessore Antonio Delli Jaconi ci garantì che i lavori per il ripristino della Caldara sarebbero stati iniziati e terminati entro il 21 marzo e comunque prima dell’apertura della stagione termale indicata nel 16 marzo. Proprio per non creare problemi soprattutto ai lavoratori.
A oggi dobbiamo constatare che purtroppo le cose non stanno andando come ci è stato detto.
Pur apprezzando l’impegno dell’assessore, i tempi di ripristino della Caldara sono molto lunghi infatti a oggi non abbiamo nessun segnale che grarantisca l’apertura della stagione termale e che si possano mantenere almeno gli attuali livelli occupazionali.
E dire che secondo il direttore della miniera quei lavori si possono completare in un paio di giorni.
Non vogliamo che i lavoratori siano strumentalizzati, ma se i lavori non verranno effettuati in tempi rapidi ci vedremo costretti a manifestare sotto il comune a tutela dei posti di lavoro e dello stabilimento che ricordiamo è proprietà del comune e quindi un bene della città.
Donatella Ayala – Filcams Cgil
Fortunato Mannino – Fisascat Cisl
Elvira Fatiganti – Uiltucs Uil
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