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Viterbo - L'ateneo capofila di un progetto regionale finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2014

Unitus in prima linea per i residui del legno cippato

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Legno cippato

Legno cippato

Viterbo – Il dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura, le Foreste, la Natura e l’Energia (Dafne) dell’Università degli Studi della Tuscia è capofila di un progetto finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2014 della Regione Lazio, Misura 124, dal titolo “Processo di valorizzazione del cippato agroforestale” (PRO.VA.CI.AGR).

Il progetto, che si concluderà a giugno 2015, nasce con l’obiettivo di incrementare il valore economico del cippato proveniente da vari tipi di biomasse. Per cippato si intendono quelle scaglie di legno destinate alla produzione di energia.

La valorizzazione in questione avverrà tramite vari passaggi: l’utilizzo razionale dei sottoprodotti; la loro immissione in un circuito commerciale alternativo e il miglioramento delle caratteristiche qualitative, il tutto in un’ottica di minimizzazione degli impatti derivanti dalla gestione della filiera.

A coordinare l’iniziativa è il Dafne dell’ateneo della Tuscia – da sempre impegnato nella ricerca agricola, forestale e bioenergetica – in collaborazione con il Cra-Ing di Monterotondo, ovvero un ente di ricerca che si occupa dello sviluppo di tecnologie e metodologie inerenti l’ingegneria agraria.

Tra gli obiettivi del progetto: l’incremento del valore commerciale del cippato destinato a scopi energetici, anche attraverso il recupero delle frazioni più fini da destinare, per esempio, alla produzione di lettiere per animali e pellet.

La realizzazione del progetto è resa possibile dalla presenza, nel gruppo di lavoro, di un’azienda agricola viterbese (azienda agricola Gisella ed Elena Ascenzi) che ha ampie competenze nel settore delle biomasse a uso energetico, e una piccola impresa operante nel settore energetico con capacità tecniche e commerciali nell’ambito delle fonti rinnovabili, la Green Power DEV.

Nell’ambito del progetto sarà data particolare importanza alla formazione, mirata a una razionalizzazione della gestione della filiera energetica. Per diffondere l’iniziativa sarà inoltre organizzata una serie di attività divulgative, come pagine web dedicate, l’attivazione di gruppi di discussione sui più importanti social network, la redazione di linee guida gestionali, giornate dimostrative e un convegno finale.

Università dell Tuscia


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11 marzo, 2015

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