Viterbo – “Hanno trovato il modo di dare un incarico al primo trombato di Viva Viterbo”.
C’è il comitato scientifico per la candidatura a città italiana della cultura, ma dalla maggioranza il consigliere comunale Marco Ciorba (Oltre le Mura) non fa esattamente i salti di gioia scorrendo l’elenco dei nomi scelti dal sindaco Michelini.
“Si doveva evitare – osserva Ciorba – di mettere dentro troppi politici”.
A cominciare dal coordinatore, Claudio Margottini, candidato alle comunali per la lista Viva Viterbo, primo dei non eletti.
“Così hanno trovato il modo di dare un incarico al primo trombato della lista. E’ una marchetta politica a Viva Viterbo”. Amen.
“Un comitato scientifico – osserva Ciorba – è composto da personalità che rappresentano la cultura sotto ogni aspetto, saggi. Senza nulla togliere ai politici che danno il loro contributi, ma in altro ambito”.
C’è anche un altro esponente Viva Viterbo, Filippo Rossi. E’ stato scelto in rappresentanza della maggioranza.
“Così potrà dimostrare qualcosa in ambito culturale. Finora abbiamo sentito solo chiacchiere e abbiamo collezionato una serie di figuracce epiche quando avevano l’assessorato alla Cultura”.
Questa lista proprio non va.
“Abbiamo tanti personaggi di cultura in città, dovevano esserci per dare un reale contributo. Un esempio per tutti, Paolo Pelliccia. Se ne intende e sappiamo cos’è riuscito a fare con il Consorzio biblioteche. Ha dimostrato che sulla cultura si può investire, trasformando un posto decadente in un’eccellenza.
Sarebbe stato di sicuro cento volte meglio di Claudio Margottini”.
Di esempi ne potrebbero essere fatti molti. “Anche le tradizioni popolari sono cultura. Il comitato doveva rispecchiare le diverse espressioni della città.
Cultura la fa la diocesi, ad esempio, con le mostre alla sala del Conclave, esponendo il suo patrimonio, giusto per fare un esempio.
Cultura e tradizione è il Sodalizio facchini di santa Rosa. Potevano essere inseriti.
La cultura è inclusiva, con le tante iniziative messe in campo da persone non abili. Quante manifestazioni organizzano in quel settore?”.
Il sindaco ha un’idea diversa. “E’ libero di decidere ciò che vuole e questo non mette in discussione certo la candidatura di Viterbo capitale italiana della cultura.
Certo, arriviamo all’appuntamento con un metodo complicato.
Io sono un semplice consigliere eletto. Il primo cittadino decide e lo ha fatto autonomamente. Se ritiene che sia necessaria una simile composizione, nessuno glielo può vietare”.
Si poteva fare in altro modo.
“Partendo dal basso, facendo partecipare le persone. Forse qualcuno fra quelli inseriti, nemmeno sapeva di esserci. In ogni caso, il sostegno non viene meno. Ci sarà.
Peccato iniziare con un gap, tagliando fuori realtà culturali della città”.
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