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Viterbo - Resteranno esposte al pubblico fino al 22 marzo nel complesso del monastero

Santa Rosa, ecco le 12 pergamene restaurate

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Marcello Meroi

Marcello Meroi

Barelli, Michelini, Meroi, Fraticelli

Barelli, Michelini, Meroi, Fraticelli

Viterbo - Monastero clarisse - La presentazione delle pergamene restaurate

Viterbo – Monastero clarisse – La presentazione delle pergamene restaurate

Viterbo - Monastero clarisse - Pergamene restaurate

Viterbo – Monastero clarisse – Pergamene restaurate

Viterbo - Monastero clarisse - Una delle pergamene restaurate

Viterbo – Monastero clarisse – Una delle pergamene restaurate

Viterbo – Sono state presentate questa mattina al pubblico, al monastero di Santa Rosa, le dodici pergamene del monastero stesso che sono state oggetto del restauro effettuato dal Laboratorio di restauro della provincia di Viterbo a cura di Maria Graziella Cattafi.

Le dodici pergamene rientrano nel fondo pergamenaceo denominato ‘Le pergamene del monastero di Santa Rosa’ costituito da quaranta esemplari manoscritti, dei quali quindici risalgono al XIII secolo, ventuno al XIV e quattro al XV secolo.

Il fondo è stato trasferito nel corso dell’anno 2002 dall’Archivio di Stato di Roma a quello di Viterbo. Le pergamene costituiscono un’ importante fonte per la conoscenza delle condizioni di vita della città di Viterbo in un periodo che va dal XIII al XV secolo. Non contengono solo informazioni relative al monastero ma anche atti relativi a privati.

Il presidente della provincia Marcello Meroi e l’assessore provinciale alla Cultura Giuseppe Fraticelli hanno raccolto il grido d’allarme lanciato dalla coordinatrice tecnica del Laboratorio Paola Sannucci in merito allo stato di salute della struttura, penalizzata dalla riforma degli enti locali che ha portato le Province a perdere ogni competenza in campo culturale.

La Regione non ha ancora provveduto a prendere in carico le funzioni che però la Provincia, in base alle disposizioni normative, non può più gestire. Uno stato d’incertezza che non ha tuttavia penalizzato la qualità del lavoro; gli operatori del Laboratorio infatti, seppur demotivati e preoccupati per il loro futuro, hanno mantenuto intatta la propria professionalità.

“Se Viterbo vuole essere davvero capitale della cultura – hanno detto Meroi e Fraticelli – non può fare a meno di due fiori all’occhiello nel campo culturale come il Laboratorio di restauro e il Consorzio biblioteche. Due poli culturali di eccellenza che rischiano di chiudere i battenti a causa delle nefaste conseguenze di una riforma sbagliata e attuata con improvvisazione e pressappochismo.

Per quanto ci riguarda – hanno aggiunto – pur essendo ormai giunti a fine mandato stiamo lavorando per trovare soluzioni che possano consentire, tanto al Laboratorio che al Consorzio biblioteche, di poter continuare a svolgere al meglio le proprie attività.

Soluzioni che – concludono – stiamo ricercando in collaborazione con il comune di Viterbo, trattandosi di due realtà che sono patrimonio della città, svolgono un servizio di pubblica utilità per la popolazione e, nel caso del Laboratorio di restauro, anche per tutti i comuni della Tuscia a titolo gratuito”.

L’intervento di restauro è stato illustrato dalla traduttrice del centro studi “Santa Rosa da Viterbo” Eleonora Rava.

Le 12 pergamene resteranno esposte al pubblico fino al 22 marzo nel complesso del Monastero.


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19 marzo, 2015

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