Viterbo – (g.f.) – La Fondazione Carivit cambia. A cominciare dal nome.
Cedute le quote di partecipazione alla Cassa di Risparmio a Intesa e quindi con l’uscita dell’ente dall’istituto di credito, sono in arrivo novità.
Storiche, come le aveva definite lo stesso presidente Mario Brutti, ufficializzando a ottobre l’operazione.
Ieri mattina, alla conferenza di presentazione dello sportello Sai anti stalking, Brutti è tornato sull’argomento.
“Abituiamoci alla fondazione non più come l’emanazione della banca – spiega Brutti – anche se il nome è ancora quello ma lo cambieremo.
La Fondazione diventa un soggetto autonomo che con proprie risorse sosterrà interventi nei campi di propria competenza, che sono piuttosto vasti”.
L’ente è un punto di riferimento sul territorio.
“Domande arrivano da tutti i settori – continua Brutti – noi decidiamo d’aderire, ma ci muoveremo anche su iniziativa diretta nostra. La partecipazione a progetti terzi non deve limitarsi alla gratificazione economica, ma a una vera e propria condivisione di quanto si andrà a realizzare.
I vari sì e i no alle varie sollecitazioni saranno in base a questo criterio”.
La partecipazione allo sportello Sai per Brutti ha una precisa ragione: “La compresenza di diversi comuni, oltre al tipo d’esperienza sotto il profilo sociale.
Il problema del territorio è ricomporre i tanti pezzi e pezzetti di cui è composto. Ci sono sessanta comuni, ognuno ha una sua identità, ma questo è pure un limite.
Il punto è essere capaci d’organizzare progetti, mettere insieme una massa critica sufficiente. Altrimenti il rischio è di spezzettarci e disperdere le risorse”.
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