Viterbo – (d.c.) – Il vecchio casale andato a fuoco sabato scorso in località Mazzocchio basso è probabilmente uno degli edifici dell’ex campo di concentramento di Vetralla utilizzata poi come ricovero di mezzi agricoli e animali. L’incendio è stato spento dai vigili del fuoco intervenuti sul posto con diverse squadre di uomini e alcuni mezzi, tra cui un’autoscala e un’autobotte (video – gallery – slide).
Il campo di concentramento di Vetralla, che ospitò circa 5mila persone, era destinato ai prigionieri di guerra inglesi catturati nei territori occupati dalle forze armate del governo Mussolini durante la Seconda guerra mondiale. Sul campo insistevano circa 60 edifici. Oggi ne sono rimasti pressappoco 13, quasi tutti in pessime condizioni.
I lavori del campo, eseguiti dal genio militare e avviati nel 1940, furono completati nel luglio del 1942. L’area venne poi destinata “ad altra utilizzazione” – come si legge nei documenti d’archivio – nel gennaio del 1943. Secondo alcune fonti, venne messo a disposizione dell’esercito italiano, accogliendo successivamente gli sfollati di guerra della zona.
Infine, nel luglio del 2009, a seguito di un’interrogazione parlamentare promossa da 6 deputati del Partito democratico, l’allora ministro per le attività culturali Sandro Bondi rispose che la proposta di dichiarare il campo di concentramento di Vetralla “luogo della memoria” risultava “meritevole di considerazione”, provvedendo “ad interessare l’archivio centrale dello stato e gli archivi di stato di Roma e Viterbo in modo da acquisire elementi in merito alla costruzione e il funzionamento del campo di concentramento e sulla vita dei prigionieri detenuti”.
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