Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Anziana 80enne in guerra col comune - Revocata la concessione perpetua, ha fatto ricorso alla massima carica dello stato, ottenendo un parere favorevole dal ministero dell'Interno

Per riavere le cappella di famiglia fa appello al presidente della repubblica

Condividi la notizia:

La cappella di famiglia, per la quale l'anziana ha fatto ricorso al presidente della Repubblica

La cappella di famiglia, per la quale l’anziana ha fatto ricorso al presidente della Repubblica

L'avvocato Roberto Rossi

L’avvocato Roberto Rossi

Viterbo – Per riavere la cappella di famiglia è arrivata fino al presidente della Repubblica. E le hanno dato ragione.

Il primo round della battaglia legale contro il comune di Viterbo lo ha vinto lei, una vispa signora di ottant’anni che, da un giorno all’altro, si era vista sottrarre la tomba di famiglia.

Tutto comincia nell’estate 2013: la signora va al cimitero San Lazzaro per un saluto alla nonna. Un’abitudine, per lei, ogni volta che, da Roma, veniva a Viterbo.

Davanti al loculo, la più amara delle sorprese: la nonna non c’è più, come anche gli altri tre parenti sepolti vicino a lei.

Dal comune, viene a sapere che le salme sono state spostate e la cappella non è più nella sua disponibilità. “Ma come?”, replica incredula l’anziana: per quel sepolcro di famiglia aveva una concessione perpetua ottenuta da un suo antenato nel lontano 1933.

In comune le dicono che la cappella è abbandonata: non c’è neanche la luce. Tra l’altro, la procedura di revoca della concessione perpetua non solo è avviata, ma anche completata, con tanto di riassegnazione della cappella a un’altra famiglia che vi ha già sepolto i suoi defunti.

Rinunciare? Neanche per idea. La signora si è rivolta a un legale, Roberto Rossi, che ha curato per lei tutta la pratica del ricorso al presidente della Repubblica. 

Era l’ultima spiaggia, visti i termini trascorsi da un pezzo per il ricorso al Tar. Ma i motivi per impugnare c’erano.

La notifica della revoca della concessione, in effetti, non era stata fatta al titolare, cioè Mariano Morganti, l’antenato della signora, ma a un’altra persona, tale Marino Morgantini. Nome simile, ma soggetto inesistente. E comunque non il reale destinatario. Errata la notifica, nulla la procedura.

La relazione del ministero dell’Interno parla chiaro: “Il ricorso è fondato” perché “il comune, prima di accertare la decadenza della concessione, deve assolvere l’obbligo della comunicazione all’interessato”. Non solo: in questo caso, il comune “non sembra aver compiuto un’esatta ricerca degli eredi ai quali comunicare la decadenza della concessione”. Praticamente l’atteggiamento inverso a quello della signora che, per dimostrare i suoi legami di sangue con i defunti sepolti nella cappella, ha presentato a Palazzo dei Priori perfino una certosina ricostruzione del suo albero genealogico.

Senza contare l’indebita intromissione negli affari altrui: “Come poteva il comune concludere che la cappella era abbandonata solo perché mancava la luce?”, si chiede l’avvocato dell’anziana. Mistero. Eppure l’ha fatto, anche se alla fine l’ha spuntata la signora.

L’ultima parola l’avrà comunque il Consiglio di Stato, ma la relazione favorevole del ministero dell’Interno lascia ben sperare, per l’anziana. Che, adesso, è pronta a far causa per risarcimento danni, dopo il trasloco forzato delle salme di tutti i suoi cari. Ma soprattutto, la causa civile le servirà per rientrare in possesso della cappella di famiglia. 

E per il comune tira già aria di guai, visto che la cappella è ora ‘occupata’ da nuovi inquilini. C’è da scommettere che neppure la nuova famiglia assegnataria starà zitta e buona, se vedrà spostare i suoi defunti da un loculo all’altro. Della serie: due disastri per una sola cappella. Un doppio incidente diplomatico che potrebbe costare molto caro al comune.


Condividi la notizia:
1 aprile, 2015

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/