Roma – (g.f.) – Mercatone Uno, la protesta si sposta a Roma.
Ieri mattina i dipendenti del punto vendita di Viterbo sono partiti in treno, direzione la capitale per manifestare sotto il ministero dello Sviluppo Economico.
Chiedono attenzione da parte del Governo, sulle sorti dell’azienda.
Non ci sono solo i ventisette lavoratori della Tuscia che rischiano con la fine della vendita straordinaria, iniziata da giorni, il posto di lavoro.
Stessa sorte potrebbe toccare a colleghi di un’altra trentina di punti vendita, interessati dalla stessa operazione.
I dipendenti sono andati a Roma perché al ministero era in programma un incontro con i sindacati e i vertici dell’azienda, ma quest’ultima ha rinviato l’appuntamento, così il ministro Poletti ha ricevuto soltanto i rappresentanti dei sindacati.
Dal ministero hanno garantito l’interessamento, anche a riconvocare i vertici aziendali, mentre sono state chieste, dalle sigle sindacali, garanzie sugli eventuali ammortizzatori sociali.
Su settantanove punti vendita, in trentaquattro è in corso la svendita che terminerà il 27 aprile. Da quel momento in poi, per le famiglie dei viterbesi impiegati nel punto vendita sulla Cassia Nord, così come per gli oltre tremila colleghi in tutta Italia, si apre un periodo d’incertezza, se non interverranno elementi nuovi.
L’altro giorno c’è stato un incontro in prefettura cui hanno preso parte rappresentanti di comune, provincia e il deputato Pd Alessandro Mazzoli. Anche su questo fronte c’è l’impegno a tentare tutte le strade.
Sperando che portino da qualche parte.
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