Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – Nel condannare l’episodio di violenza giovanile accaduto recentemente a Vignanello, oggetto di una seduta pubblica del locale consiglio comunale, sottolineo, senza per questo cercare alcuna sorta di giustificazione, come purtroppo le cause di questi fatti vadano ricercate in una società sempre più corrotta e immorale, che propone ai giovani modelli e stili di vita negativi.
Nel fatto che le famiglie, la maggior parte sfasciate, non siano più in grado di offrire ai figli una solida educazione con dei sani principi; senza tralasciare la scuola allo sbando che evita, per lo più, accuratamente di proporre ed educare i giovani a quei valori indispensabili, ma ormai considerati “passati di moda”.
I ragazzi non hanno più dei solidi e validi punti di riferimento e li vanno a cercare dove qualcuno glieli offre, magari anche sbagliati. Tornando all’accaduto e per evitare che episodi del genere non accadano più, è da evitare in tutti i modi soprattutto il nascere di odio e rancore tra i giovani, creando una società più equa, in cui non si sia discriminati, etichettati, ostacolati per un credo politico: coloro che parlano di amore, pace, integrazione devono anche comprendere quelli che la pensano diversamente da loro, pur non condividendone le idee.
Giustamente nella suddetta assemblea si è evidenziata l’importanza del confronto democratico, purché, però, ognuno abbia realmente la libertà di esternare le proprie idee, senza timore di ritorsioni subdole ed ipocrite. Si faccia in modo di condannare la violenza indipendentemente dalla parte politica di provenienza: durante il consiglio comunale sarebbe stato opportuno accennare, da parte del sindaco Gregori, anche all’episodio di sopraffazione fisica accaduto a Vallerano da parte di due uomini nei confronti di un altro per prendergli del denaro.
Se è necessario isolare i prepotenti, dobbiamo farlo con tutti. Anche a scuola i giovani dovrebbero iniziare ad imparare che non esistono soltanto i cattivi da una parte e i buoni dall’altra, che non esistono morti di serie A e morti di serie B. Questo lo si è cominciato a capire e, a tal proposito, interessante è stata l’osservazione del sindaco Gregori relativa al fatto che la giornata di commemorazione delle Foibe, dovrebbe costituire un momento corale della comunità. Era ora.
Iniziamo ad assumere nuovi atteggiamenti e rottamiamo veramente quelli vecchi di settanta anni: si giudichino le azioni, errate o indovinate, indifferentemente dalla provenienza ideologica di chi le compie, condannando comunque sempre chi sbaglia.
Danila Annesi
Responsabile provinciale di Lega Italia
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