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Viterbo - In tanti alla chiesa del Murialdo per i funerali di Angelo Sambuci officiati da don Pierluigi che ha sottolineato l'impegno del sindacalista della Uil

“Ha speso la sua vita per il bene degli altri”

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Viterbo - I funerali di Angelo Sambuci

Viterbo – I funerali di Angelo Sambuci 

Viterbo - I funerali di Angelo Sambuci

Viterbo – I funerali di Angelo Sambuci 

Il segretario della Uil Giancarlo Turchetti

Il segretario della Uil Giancarlo Turchetti

Viterbo - I funerali di Angelo Sambuci

Viterbo – I funerali di Angelo Sambuci 

Viterbo - I funerali di Angelo Sambuci

Viterbo – I funerali di Angelo Sambuci 

Viterbo - I funerali di Angelo Sambuci

Viterbo – I funerali di Angelo Sambuci 

Viterbo - I funerali di Angelo Sambuci

Viterbo – I funerali di Angelo Sambuci 

Viterbo – “Ha speso la sua vita per il bene degli altri” (fotocronacaslide – video).

Commosso addio questa mattina alla chiesa di san Leonardo al Murialdo per i funerali di Angelo Sambuci. Il segretario generale della Uil Fpl si è spento il giorno di Pasquetta all’età di 68 anni, dopo una lunga malattia.

In tanti hanno partecipato alla cerimonia funebre per ricordarlo e per stringersi intorno al dolore della famiglia del sindacalista.

Ai piedi dell’altare, la bara di Sambuci ricoperta dalla bandiera della Uil, simbolo delle lotte che il segretario ha portato avanti lungo tutta la sua carriera. Lotte in difesa dei diritti dei lavoratori e non solo.

A officiare la messa, il parroco Pierluigi insieme a padre Emilio.

“Gesù non vuole lasciarci soli – ha detto don Pierluigi -, specie quando le nostre speranze vanno perse e quando ciò in cui riponiamo tanta fiducia ci viene a mancare. E’ quello il momento in cui, sperimentiamo il fallimento, la solitudine e il dolore. La morte è l’esperienza che ci lascia sconcertati e soli. Il Signore però viene incontro, perché in lui l’ha attraversata e vinta con la resurrezione. Tutti coloro che lo accolgono sono chiamati a risorgere e, attraverso la sua parola, lui ci resta accanto per darci coraggio nel momento della prova suprema che la fede è chiamata a superare”.

Il sacerdote ha insistito sull’importanza della fede. “Gesù si fa conoscere in modo misterioso e noi siamo chiamati a riconoscerlo nei suoi segni sacramentali e nel pane che spezziamo, che rappresenta il corpo di Cristo. Il dono che ci ha lasciato prima della sua passione. Siamo qui a celebrare l’Eucarestia e ad offrirla a Dio padre con la nostra preghiera per il nostro fratello Angelo che ha terminato il suo cammino terreno. Nei nostri progetti e desideri umani, avremmo voluto che continuasse questo percorso per molto ancora, ma siamo di fronte al mistero della vita che non è nelle nostre mani, ma in quelle di Dio. Accogliamo la sua volontà e ringraziamo per la vita donata al nostro fratello, che lui ha speso per la sua famiglia, donandosi alla moglie e ai figli. Angelo ha poi allargato l’orizzonte e, grazie alla sua professione, è entrato in contatto con tante persone per condividere con loro il dolore e la sofferenza umana, come accade a chi è impegnato in un ospedale”.

Il sacerdote ha rimarcato l’impegno svolto con dedizione da Sambuci.

“Alle persone che soffrono nel corpo e nello spirito, la presenza, la vicinanza, la delicatezza e il rispetto danno grande sollievo. E Angelo ha fatto questo. Anche come sindacalista, si è preso cura delle persone perché venissero salvaguardati la giustizia e i diritti di chi lavora. Ha speso la sua vita in questa attività che lo ha portato a cercare il bene della gente che ha incontrato nel suo cammino e a operare perché recuperassero la salute e perché svolgessero dignitosamente e umanamente la loro professione”.

Un lavoro che, per il parroco, è stato riconosciuto dalle tante persone che hanno riempito la chiesa. “Il suo impegno è dimostrato dl fatto che vedo una chiesa colma, perché tanti hanno avuto a che fare con lui. Oggi non è la fine di un’esistenza, ma il cambiamento di una condizione. Chiediamo che il nostro fratello possa essere accolto dal Dio della vita e della misericordia che vuole la salvezza di tutti. Guardiamo a Dio perché ci dia la forza di affrontare il dolore affinché possa essere seme di rigenerazione e vittoria sul male per aprire le porte del Paradiso. Affidiamo Angelo a Dio, ringraziandolo per il bene che ha computo nel suo cammino terreno e perché possa essere accanto a lui nella gloria eterna – ha concluso il sacerdote -. Chiediamo consolazione per i famigliari nella luce della speranza”.

Al funerale, erano presenti, tra gli altri, il segretario della Uil Giancorlo Turchetti e molto esponenti del mondo sindacale.


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8 aprile, 2015

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