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Bolsena - Lo sfogo di Luigi Dottarelli - Rubati altri due motori l'altra notte

“Furti al lago, noi pescatori costretti a dormire vicino alle barche”

di Stefania Moretti
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Luigi Dottarelli al lavoro sulla sua barca

Bolsena – Luigi Dottarelli al lavoro sulla sua barca

Il lago di Bolsena al tramonto

Il lago di Bolsena

Bolsena – Da settimane, non dorme più a casa.

L’incubo dei furti al lago lo costringe a riposare in una piccola rimessa, a due passi dalla sua barca, per controllare che nessuno gli rubi il motore.

Luigi Dottarelli, pescatore di Montefiascone, vive così dall’ultimo furto che ha subìto. La notte del 24 febbraio scorso, i ladri gli hanno portato via il motore che aveva comprato con tanti sacrifici: Dottarelli non nasce pescatore. Pescatore era il nonno che gli ha insegnato il mestiere, e pescatore si è reiventato anche lui, dopo aver perso il lavoro di operaio in una delle più grosse aziende edili della provincia.

Ogni notte si alza alle 2, fa il caffè e corre a prendere le reti. Quando ha visto la sua barca danneggiata, i cavi tagliati e il motore che non c’era più, ha avuto un malore.

“I carabinieri volevano chiamare l’ambulanza, perché mi sono sentito male – racconta Dottarelli -. Non riuscivo più a respirare. Sono stati gentilissimi mentre mi crollava il mondo addosso. Li ringrazio ancora per questo”. 

Il costo minimo di un motore è di 500 euro. “Mi hanno aiutato i miei splendidi figli a ricomprarlo. Non sarei mai voluto arrivare a questo… mi sento io, il ladro. Come se avessi rubato io i loro risparmi. Capisco anche di essere stato fortunato: so di altri pescatori rimasti senza lavoro perché non hanno trovato i soldi per comprare un motore nuovo. Basta un niente per mandarci sul lastrico. Questa storia dei furti ha messo tante famiglie in serie difficoltà”.

Staccare i motori ogni mattina e rimontarli la notte, al buio, è impensabile: pesano 70 chili. Ma neanche assicurarli con catene e lucchetti basta più: i pescatori del lago di Bolsena, come il signor Dottarelli, hanno cominciato a dormire in macchina accanto alle barche. Il passo successivo saranno le ronde.

I motori rubati, da Natale a oggi, sono almeno una ventina. Gli ultimi due, li hanno portati via la notte tra venerdì e sabato a Bolsena. Erano dieci giorni che non succedeva più. Ma adesso, l’incubo furti è tornato.

“Se continuano, non sapremo più come campare – conclude Dottarelli -. Hanno rubato a mio fratello, agli altri pescatori che conosco, ai ristoratori. Non risparmiano nessuno. Solo i pochi che possono permettersi di mettere la barca al sicuro dentro al porto potranno salvarsi. A noi, non resta che arrangiarci, ‘sposarci’ con i nostri motori e dormire con loro. Altrimenti, diteci voi che possiamo fare”.

Stefania Moretti


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12 aprile, 2015

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