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Viterbo - La proposta è Riccardo Valentini (Pd) intervenuto giovedì sera alla presentazione del libro "I pubblici della cultura" promosso dall'Arci

“Una città diffusa della cultura che coinvolga centro e periferie”

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Carlo Testini

Carlo Testini

De Biase, Valentini, Stumpo, Testini

De Biase, Valentini, Stumpo, Testini

Antonio Delli Iaconi

Antonio Delli Iaconi

Giulio Stumpo

Giulio Stumpo

L'incontro con Riccardo Valentini

L’incontro con Riccardo Valentini

Viterbo – “Una ‘città diffusa della cultura’ capace di coinvolgere centro storico, periferie e territori. Una rete di beni pubblici messi a sistema e pensati come un solo bene comune da far gestire direttamente alle realtà culturali del territorio della città di Viterbo chiamate a cooperare tra loro”.

A lanciare la proposta è Riccardo Valentini, vicecapogruppo del partito democratico al consiglio regionale del Lazio, intervenuto giovedì sera alla presentazione del libro “I pubblici della cultura. Audience development, audience engagement” promosso da Arci presso lo spazio Biancovolta a Viterbo.

Assieme a Valentini, sono intervenuti anche Francesco De Biase, direttore di Torino Contemporanea e curatore del libro, Giulio Stumpo, economista della cultura e Carlo Testini, coordinatore Area cultura Arci nazionale. Tra il pubblico, anche gli assessori alla cultura e all’agricoltura del comune di Viterbo, rispettivamente Antonio Delli Iaconi, e Raffaella Valeri.

“La città deve diventare un luogo di cultura nella sua interezza – ha detto poi Valentini – ma per farlo, territorio e operatori culturali si devono organizzare e devono essere sostenuti nell’organizzazione per poter gestire il patrimonio di edifici pubblici ad oggi inutilizzati, ma presenti e pronti ad esserlo al servizio dei cittadini, al servizio di una cultura che va intesa e vissuta in tutte le sue forme di espressione, interventi e ricerche: dalla realtà accademica a quella delle associazioni fino alla narrazione del mondo popolare.

Luoghi della cultura che, in modo organizzato, sappiano fornire servizi culturali al territorio gestiti direttamente da chi il territorio quotidianamente lo racconta e lo fa vivere con il proprio lavoro con un’organizzazione ‘spontanea’ che deve essere riconosciuta a livello istituzionale in tutto il suo valore.

Una rete di beni pubblici e di associazioni per un solo bene comune che – conclude Riccardo Valentini – sia capace di apprendere dal territorio e dalle sue forme di espressione e restituire questo sapere in modo da ‘armare’ il territorio della sua stessa forza”.


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13 aprile, 2015

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