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Viterbo - Giuseppe Crea di Federlazio mercoledì al seminario organizzato in collaborazione con l'Unitus

“Bene il Jobs act, ma ora via alle riforme strutturali”

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Il direttore di Federlazio Giuseppe Crea

Il direttore di Federlazio Giuseppe Crea 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Un buon punto di partenza, cui dovranno seguire una serie di riforme strutturali, assolutamente necessarie per far sì che le imprese tornino ad assumere”.

Con queste parole il direttore di Federlazio Giuseppe Crea ha aperto mercoledì il seminario “Jobs Act: al via le nuove regole del lavoro”, un incontro organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia in collaborazione con Federlazio, con il patrocinio dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dell’albo dei consulenti del lavoro.

Un’iniziativa dedicata, in special modo, ai piccoli e medi imprenditori della provincia di Viterbo, con l’obiettivo di fornire loro i necessari strumenti operativi per districarsi tra le maglie del nuovo sistema di norme e adempimenti che regolano il mondo del lavoro.

“Sono fermamente convinta che sia auspicabile l’apertura degli studenti verso il mondo dell’impresa già all’inizio del proprio percorso di studio e non soltanto al suo termine, affrontando temi di attualità ed importanti tanto per le imprese quanto per gli studenti”, ha dichiarato Barbara Aquilani, già promotrice di un primo incontro sul tema, nell’ambito del suo corso di economia e gestione delle imprese al Deim.

“Abbiamo deciso di organizzare questo incontro per trattare di una materia nuova e articolata che, per la sua importanza, necessita di un capillare lavoro di divulgazione – ha spiegato Giuseppe Crea –. Il nostro paese è ormai ingessato da anni e ha, senza dubbio, un gran bisogno di riforme mirate.

Quelle approvate per il mercato del lavoro rappresentano un importante primo passo, ma c’è la necessità di continuare sulla strada intrapresa perché, ahimè, il lavoro non si crea per decreto. Bisogna tornare a investire, ridurre la pressione fiscale e rivedere i rapporti tra impresa, burocrazia e cittadini.

Il Jobs Act è un passo nella direzione giusta, ma per cominciare a vederne gli effetti sarà necessario attendere almeno un anno. La prima, tangibile, conseguenza del provvedimento è un deciso aumento della stabilità del mercato del lavoro, sulla cui base, una volta ‘spenti’ gli ammortizzatori sociali, si dovranno creare le condizioni per permettere alle imprese di tornare ad assumere”.

Al tavolo dei relatori, davanti a una platea di imprenditori e operatori del settore, c’erano Giuseppe Garofalo, ordinario di economia politica del dipartimento di economia e impresa, i giuslavoristi Riccardo Bolognesi, Antonella Sannino e Andrea Lutri, e Mario Adduci, responsabile del servizio sindacale della Federlazio di Viterbo.

Nel corso dell’incontro sono stati trattati temi come il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, la nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi, il riordino della disciplina dei contratti di lavoro, le agevolazioni alle aziende per le nuove assunzioni, la riforma degli ammortizzatori sociali, le principali novità introdotte dalla legge di stabilità (la cosiddetta mini-riforma del lavoro).

Università della Tuscia Viterbo


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16 aprile, 2015

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