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Viterbo - L’associazione familiari ospiti residenze sanitarie assistenziali della Tuscia ha indetto un incontro sul tema il 13 aprile

Nuovo Isee, Aforsat chiede una proroga del termine

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Una veduta di Viterbo dall'alto

Una veduta di Viterbo dall’alto

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lo scorso 13 aprile l’Associazione familiari ospiti residenze sanitarie assistenziali della Tuscia Aforsat ha indetto un incontro a Viterbo relativamente alle problematiche e alle modifiche del nuovo modello Isee, (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, 5 dicembre 2013, n.159 “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente – Isee).

Si tratta di un argomento fortemente dibattuto: sono state, infatti, depositate tre sentenze del Tar del Lazio che hanno annullato l’art.4, comma 2, lett.f della suddetta legge.

In pratica, secondo il Tar è illegittimo considerare reddito l’assegno di accompagnamento, come invece previsto inizialmente dalla legge sopra citata. Una situazione, questa, che sta generando profondo disagio nella cittadinanza per l’importante cambiamento nel conteggio dei redditi che vede coinvolti tutti gli ospiti delle rsa ed i loro familiari, soprattutto per quanto riguarda la determinazione del modello Isee.

A tal proposito l’avvocato Barbara Forti, incaricata dall’Aforsat e pertanto presente alla riunione, ha inviato al sindaco di Viterbo e al presidente della Regione Lazio una nota legale, chiedendo alle amministrazioni interessate di disporre una proroga del termine di presentazione del nuovo Isee, in attesa delle ulteriori determinazioni che la magistratura amministrativa potrebbe adottare.

Vista la delicatezza e complessità dell’argomento, all’incontro del 13 aprile erano stati invitati politici e rappresentanti delle istituzioni elette nella provincia di Viterbo, sia a livello regionale che parlamentare, al fine di poter raccogliere le istanze dell’associazione e di poterle poi quindi rappresentare nelle sedi competenti.

Solo il comune di Viterbo, tuttavia, ha mostrato considerazione per le ragioni dell’Aforsat, inviando, in rappresentanza del sindaco, il dirigente dell’assessorato alle Politiche Sociali, Rossetti, e la funzionaria, Cozzolino, i quali hanno dato alcune importanti spiegazioni sull’argomento, recependo le problematiche e le preoccupazioni dei cittadini.

L’assordante silenzio degli altri amministratori e politici eletti sul territorio ha, invece, amareggiato e deluso tutti gli intervenuti, che, in quanto cittadini che pagano le tasse, hanno diritto ad essere perlomeno ascoltati su temi non certo di secondaria importanza.

Va ritenuta grave, soprattutto, la mancanza di interesse mostrata da deputati, senatori e consiglieri regionali della Tuscia, chiamati non solo a legiferare in materia e a rispettare con adeguati accorgimenti normativi le sentenze del Tar, ma anche e soprattutto a dare risposte a cittadini che vivono una situazione di grave disagio.

L’Aforsat, tuttavia, non intende fermarsi di fronte alla sordità di Parlamento e Regione Lazio e certamente continuerà attraverso le sue battaglie a garantire il proprio impegno civico a tutela e sostegno dei diritti degli ospiti delle residenze sanitarie assistite del Viterbese.

A tal riguardo, coloro che non hanno potuto partecipare all’iniziativa del 13 aprile potranno contattare i referenti di Aforsat tramite il sito aforsat.org, all’interno del quale sarà anche possibile consultare il documento inviato dall’avvocato Forti alle istituzioni per conto della associazione stessa e informarsi su tutte le sue attività.

Aforsat

 


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17 aprile, 2015

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