Viterbo – (g.f.) – E’ vero, stavolta non c’era il “Sollevate e fermi”, semmai, girate la chiave e accelerate.
L’appuntamento non era a piazza san Sisto, ma sulla Tuscanese.
La Macchina di santa Rosa non intera ma divisa in parti. Non era diretta al sagrato, ma a Milano. Una partenza straordinaria. Testimoniata dalla presenza d’amministratori e non solo, alle 22 in punto a vedere sfilare i tir verso la meta lombarda.
C’erano tutti. O quasi.
Non è sfuggito che del Sodalizio dei facchini di santa Rosa non ci fosse nessuno.
E’ vero che stavolta la Macchina non la portavano i facchini ma i camion… va bene che sono forti, ma fino a Milano sarebbe stato chiedere troppo.
Tuttavia, proprio per l’eccezionalità dell’avvenimento, ci si sarebbe aspettato che qualcuno fosse presente.
Passato l’entusiasmo del momento e andando ad approfondire, si scopre che del Sodalizio non c’era nessuno, perché nessuno dal comune li ha invitati.
“Un’altra gaffe – fanno sapere dal consiglio direttivo del Sodalizio – si vede proprio che gli stiamo sulle scatole…”.
E’ successo anche questo. La Macchina di santa Rosa che parte, ma senza i facchini.
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