Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Nel 2008, il sindaco di Orte, Dino Primieri, presenta una querela per diffamazione riferita a un manifesto del Partito democratico, che critica aspramente le scelte operate dal Quadrifoglio nella costruzione del più importante strumento politico di governo del territorio, che la città attendeva da oltre 20 anni: la variante generale al piano regolatore.
Per il Partito democratico, ora come allora, quel Prg va contro gli interessi dell’intera collettività: “Avremmo ritenuto opportuno che una proposta così importante fosse costruita con il contributo di tutto il tessuto sociale, produttivo, imprenditoriale, politico, associativo della comunità in un percorso aperto, democratico e trasparente. Arriva, invece, dopo quattro anni di quasi totale silenzio dell’amministrazione, la presentazione al pubblico e la discussione in consiglio comunale di un Prg fortemente sbilanciato in termini squisitamente edificatori, senza adeguamento delle infrastrutture, che non indaga su quali saranno i veri catalizzatori di sviluppo, non stabilisce priorità, non ne verifica le possibilità di finanziamento, rinunciando pertanto ad ogni reale prospettiva di crescita” (Pd Orte-2008).
Andrea Palazzi, in qualità di segretario del Pd di Orte in carica nel 2008, è chiamato a rispondere personalmente in tribunale, rispetto alle accuse avanzate.
Oggi, dopo sette anni, numerose udienze, rinvii, testimonianze rese e confermate, la magistratura si è espressa con un verdetto che non lascia spazio a dubbi: “assoluzione perché il fatto non costituisce reato”.
Esprimiamo gioia e soddisfazione per una sentenza molto significativa. Affermare la propria posizione politica non è un reato: ne eravamo convinti allora e lo siamo ancora di più oggi.
Dino Primieri perde una battaglia importante, dimostrando che spostare la discussione dal legittimo piano politico a quello legale è sbagliato e non paga.
Partito democratico Orte
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