Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – 25 aprile 1945: gli ultimi tedeschi lasciano il suolo italiano. La seconda guerra mondiale, con 50 milioni di vite spezzate, è finita. I partigiani e le partigiane scendono dalle montagne. La resistenza alla dittatura fascista e all’occupazione nazista si è conclusa.
Domani ricordiamo quel giorno e quei valori sui quali si fondano la nostra Repubblica e la nostra Costituzione. Un popolo che non ha memoria storica è un albero senza radici e senza linfa, destinato a deperire. Ci chiediamo: la Resistenza si è conclusa il 25 aprile 1945? A giudicare dall’attuale realtà politica, economica e sociale, direi proprio di no!
– fino a quando riemergeranno intolleranze e revisionismi di tentazioni fasciste, la Resistenza continua.
– fino a quando la corruzione, l’illegalità, l’impunità, l’avidità prevarranno sul bene comune, la Resistenza continua.
– fino a quando i colpevoli delle stragi resteranno impuniti e le vittime innocenti urleranno la loro fame di giustizia, la Resistenza continua.
– fino a quando i diritti umani, ritenuti imprescindibili dalla Costituzione, e i doveri inderogabili,non saranno realmente attuati, la Resistenza continua.
– fino a quando al centro della società e dell’economia non si metterà la dignità della persona e del lavoro, la Resistenza continua.-fino a quando l’apparire e lo splendore delle luci nasconderanno il vuoto che c’è dietro, la Resistenza continua.
– fino a quando il profitto sarà il fine e non il mezzo per far crescere la società, la Resistenza continua.
– fino a quando gli uomini continueranno a distruggere e ad avvelenare l’ambiente e i profitti prevarranno sulla salute e perfino sulla vita delle persone, la Resistenza continua.
– fino a quando la ricerca e la cultura non saranno considerati fondamentali per lo sviluppo e il progresso di un popolo, la Resistenza continua.
– fino a quando l’Italia non avrà imparato a recuperare, in modo continuo, collettivo e strutturale, la sua memoria storica, la Resistenza continua.
Noi celebreremo e ricorderemo sempre i ragazzi, le donne e gli uomini che, con il loro esempio straordinario, hanno lottato e versato il loro sangue per la nostra dignità di popolo. Da loro impariamo quei valori così drammaticamente attuali e che ci trasmettono, non solo con il comportamento, ma anche con le lettere che ci hanno lasciato , che hanno scritto prima di essere uccisi , per dire addio alla vita e alle loro famiglie. Che nessuno dimentichi! A loro va la nostra eterna riconoscenza e la nostra preghiera.
Maria Immordino
Solidarietà cittadina
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