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Viterbo - Il Consiglio di stato dà ragione a comune e regione - L'utilizzo va regolamentato

Acqua, respinto il ricorso delle Terme dei Papi

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Sensi coi lavoratori delle Terme dei papi in consiglio comunale

Sensi coi lavoratori delle Terme dei papi in consiglio comunale

Viterbo - La terme dei Papi

Viterbo – La terme dei Papi

Terme dei Papi

Terme dei Papi

Viterbo – (g,f.) – Utilizzo dell’acqua termale, il Consiglio di stato dà ragione alla regione e al comune.

La vicenda è annosa e si strascina da tempo.

Da una parte c’è la struttura delle Terme dei Papi, che per la propria attività chiede d’utilizzare volumi d’acqua secondo necessità, dall’altra, comune e regione vogliono regolamentare la quantità. Ridurre, in altre parole, rispetto a oggi.

La regione, in particolare, aveva stabilito in quattordici litri al secondo il limite. Provvedimento impugnato dai gestori, con il ricorso al Tar.

I giudici hanno dato ragione a questi ultimi, ma tanto regione quanto comune hanno fatto appello al Consiglio di stato.

Ieri si è saputo l’esito: rovesciato il primo giudizio, riconosciute le ragioni di comune e regione.

Di fatto, riabilitando le delibere in cui si riduceva la portata a quattordici litri al secondo.

“Si tratta della portata massima che regolava la vecchia concessione, oggi scaduta – osserva Massimiliano Brugnoletti, avvocato che ha seguito la vicenda per palazzo dei Priori – in attesa del rinnovo, era stata assegnata la risorsa idrica in custodia, una gestione momentanea per 23 litri al secondo”.

Limite stabilito con una delibera comunale del luglio 2014, proprio perché la concessione agli attuali gestori era scaduta.

Pure in questo caso l’azienda ha impugnato la decisione, ottenendo la sospensiva sulla quantità. In pratica il limite non c’è più, ma i giudici devono pronunciarsi nel merito e per farlo, stavano aspettando la sentenza del Consiglio di stato. Quella arrivata ieri.

“Ecco perché la sentenza è importante – osserva Brugnoletti – intanto perché va nella direzione invocata da regione e comune, stabilendo come l’utilizzo dell’acqua termale vada regolamentato, mentre dall’altra parte s’invocava il diritto d’utilizzare tutta quella che serviva.

Non va dimenticato l’altro ricorso in questo momento al Tar”. Quello sulla delibera in cui si proroga la concessione concedendo 23 litri al secondo.

“I giudici – ricorda Brugnoletti – hanno rinviato la decisione proprio in vista della sentenza del Consiglio di stato.

Adesso è arrivata e l’orientamento è verosimilmente influente anche sulla posizione attuale.

Per questo sono soddisfatto dell’esito al Consiglio di stato, non solo per la vittoria conseguita, ma anche perché potrà influire sulla posizione attuale”.

Ieri mattina c’è stato l’incontro in comune con i gestori degli impianti, per sistemare la vicenda legata al pozzo san Valentino e al suo completo ripristino.

Tuttavia, la notizia che li dì a breve sarebbe arrivato l’esito del Consiglio di stato ha in qualche modo fatto passare in secondo piano tutto il resto. In una riunione che comunque non è stata molto tranquilla.

Le distanze sull’utilizzo della risorsa idrica restano.

 


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28 aprile, 2015

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