Viterbo – (g.f.) – Cimitero di Grotte Santo Stefano, non c’è interesse pubblico nell’affidare i lavori tramite project financing.
L’atto finale (per ora) di una lunga e tormentata vicenda arriva in consiglio comunale. Approvata la delibera dopo un lungo dibattito e non senza frizioni, non solo fra maggioranza e opposizione, ma all’interno dello stesso centrosinistra.
Marco Volpi (Pd) punta i piedi, chiama in causa l’ex sindaco Marini. Tutto parte da lui e si poteva procedere diversamente, ma pure quello attuale, Michelini. Il suo sindaco.
Perché sposta sui consiglieri responsabilità politiche che la giunta avrebbe dovuto prendere.
Tesi respinta dal primo cittadino, ma che il capogruppo Serra appoggia.
Si arriva al voto.
L’opposizione esce, resta Elpidio Micci (gruppo misto), ma si appella all’articolo che gli consente d’essere presente e di non votare.
Stessa scelta di Chicco Moltoni (Oltre le mura). Maurizio Tofani al momento del voto non è presente.
Approvato. Era quanto chiedeva il Tar. Che ci fosse un atto chiaro da parte del comune, dopo il ricordo della ditta Silve, che ha partecipato al project financing.
La procedura poi è stata bloccata, perché palazzo dei Priori, con nuovi dati alla mano ha stabilito che era più conveniente per l’amministrazione procedere direttamente alla realizzazione.
“I nuovi dati in nostro possesso – ricorda l’assessore Alvaro Ricci – certificavano un aumento del cento per cento sull’attività di cremazione 100%. Non a caso la stessa Silve, con la procedura in corso, ha proposto di versare come canone per le cremazioni 250mila euro l’anno.
Quando il progetto è stato presentato, i presupposti erano legittimi, come lo sono oggi per la revoca”.
L’assessore con la nuova procedura conta d’avviare i lavori a Grotte entro l’anno e di chiudere l’ampliamento nei primi sei mesi del 2016.
Ma dalla minoranza puntano il dito contro i ritardi accumulati dall’amministrazione. Da un anno il punto giace in consiglio. Si è arrivati a discuterne perché il Tar lo ha chiesto, indicando pure una data entro cui produrre la documentazione.
E c’è chi come Marini o Ubertini (FI), ritiene che il ritardo possa essere alla base di una richiesta risarcimento da parte di Silve. Mentre per l’assessore Ricci si tratterebbe solo di rifondere le spese per la progettazione presentata, 25mila euro.
“Quello che noi temiamo – spiega Gianmaria Santucci (Fondazione) – è che questa delibera diventerà parte di una causa. Andrà direttamente al Tar”.
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