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Acquapendente - L'intervento di Anna Maria Meaccini

“E’ giunto il momento di puntare su green economy e turismo”

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Anna Maria Meaccini

Anna Maria Meaccini 

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Il testo unificato delle “risoluzioni geotermiche” approvato dalle commissioni VIII (Ambiente, territorio, lavori pubblici) e X (Attività produttive, commercio e turismo) che, visto il moderato trionfalismo dei firmatari e delle associazioni ambientaliste, sembrava essere un freno al proliferare delle centrali geotermiche specialmente nell’Alto Lazio e nella bassa Toscana; in realtà sembra il contrario.

Come risulta da un’analisi approfondita del testo approvato, fin dalle premesse viene individuata la geotermia come risorsa strategica, un elemento importante per la “green economy” e per sviluppare le politiche “low carbon”.

Sempre nel testo si legge: “lo sviluppo corretto della geotermia porta con se non solo benefici ambientali, ma offre anche importanti occasioni per la creazione di nuovi posti di lavoro”. Ancora: “i campi geotermici ad alta entalpia presenti tra la Toscana ed il Lazio (come a dire Alta Tuscia), per il cui sfruttamento disponiamo di una matura tecnologia, possono fornire energia equivalente a 500 milioni di tonnellate di petrolio”.

Con questi presupposti mi sembra difficile impedire in questa zona, l’inizio di uno sfruttamento del tipo Amiata-Larderello dove le nefaste conseguenze, visibili nel soprassuolo, invaso da scintillanti tubazioni di acciaio, si ripercuotono nel sottosuolo con il consistente abbassamento del livello di una delle più grandi falde acquifere , quella del Monta Amiata: l’antico vulcano spento ed il più alto della Toscana con i suoi 1738 mt. Per non parlare del peggioramento della qualità dell’aria (immissione metano 295 t/anno, anidride carbonica 112.000 t/anno, dati ARPAT).

Per questo tipo di investimenti sembra ci siano consistenti fondi pubblici anche comunitari (14 miliardi nel 2014). In altre sedi: amministratori, operatori economici, organizzazioni varie, sembrano aver capito che il nostro petrolio, sta nella nostra qualità dell’aria, nelle nostre bellezze naturali, nei siti archeologici, nei laghi, nelle aree rurali, nella sana agricoltura, nelle tradizioni e nel cibo. Ben più di 500 milioni di tonnellate di petrolio.

Dovrebbe essere giunto il momento, vista la particolare difficile situazione economica e sociale che stiamo vivendo, di prendere decisioni definitive in quali settori investire per lo sviluppo delle nostre zone e destinare le risorse per le infrastrutture necessarie, ricettività, strade, manutenzione del territorio, servizi culturali e sanitari.

Tra pochi giorni avverrà a Milano l’apertura dell’”Expo Nutrire il pianeta energia per la vita” dove è già esposta la macchina di santa Rosa, patrimonio Unesco, simbolo di Viterbo e della regione. Oltre a essere un’importante operazione di marketing, che avrà i suoi ritorni, sembra volerci indicare la direzione da seguire per un tipo di sviluppo del nostro territorio.

Mi sento di poter affermare che un agriturismo di medie dimensioni crea più occupazione di una centrale a bassa o media entalpia, e poi non inquina e le risorse rimangono in zona senza espatriare per il Liechtenstein sede della ITW LKW, una ditta privata che vuole per forza fare un buco di due o tremila metri nella zona dell’altopiano dell’Alfina, fino a raggiungere il bacino acquifero del lago di Bolsena , che non è solo quello visibile, ma tanto per intenderci si estende a bassa profondità per tutta la zona di Campo Morino alle porte sud di Acquapendente.

Tanto se fa danni, la ITW LKW ha la fidejussione. Nelle ultime due direzioni provinciali del Pd ho cercato di sollevare il problema del turismo, come nostra grande opportunità di sviluppo, per l’amore che mi ha sempre legata alla Tuscia, alle sue innumerevoli bellezze troppo neglette, inesplorate, sepolte, talora vergini, ma forse anche per questo più affascinanti, con il pensiero sempre rivolto alle radici di una terra antichissima, dove ha avuto origine la civiltà italica ed i vulcani anche se morti, hanno bisogno di tutto il nostro rispetto e venerazione, come gli Etruschi ci hanno insegnato per l’al di là: il dopo.

Anna Maria Meaccini
Direzione provinciale Pd


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29 aprile, 2015

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