Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Vorrei, come responsabile di segreteria provinciale di comparto, precisare alcune cose riguardo ad articoli usciti in questi ultimi tempi, costruiti da persone che a mio modesto parere non conoscono il mondo carcerario o poco ne hanno cognizione.
L’unità operativa semplice di Medicina territoriale del carcere di Viterbo non può essere paragonata ad altre similari unità operative della Ausl di Viterbo proprio perché è l’unica nella quale si devono coniugare esigenze di salute con necessarie esigenze di sicurezza interne all’istituto penitenziario e un turn – over troppo frequente di personale infermieristico potrebbe esporre il sistema salute-carcere a criticità non preventivabili quanto drammatiche.
Il personale infermieristico che oggi opera presso la struttura viterbese, infatti ha acquisito negli anni un patrimonio di conoscenze in ambito sanitario penitenziario (ambito sanitario unico nel suo genere) che è un valore aggiunto sia per la Ausl che per l’amministrazione in tema di salvaguardia della salute delle persone detenute, patrimonio che andrebbe irrimediabilmente disperso con un continuo ricambio di personale.
Paradossalmente, la direzione dell’istituto viterbese è stata accusata di non preoccuparsi della sicurezza dei pazienti detenuti, a nostro parere al contrario, non solo si è preoccupa della sicurezza, ma anche della loro salute.
Inoltre vogliamo ribadire che il personale infermieristico che a tutt’oggi presta la propria opera presso la struttura ha sempre risolto in maniera eccellente tutte quelle situazioni che si sono presentate, anche quelle più drammatiche.
Danilo Primi
Delegato regionale
Ugl polizia penitenziaria – segreteria provinciale
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