Ronciglione – “Il ragazzo era sobrio, è stata solo una fatalità”.
I familiari del 23enne sbalzato dal suo scooter all’alba del 26 aprile e finito dentro un ristorante sulla provinciale Valle di Vico raccontano le ore di preoccupazione vissute quella mattina, prima di riuscire ad avere notizie del ragazzo.
“L’incidente è avvenuto intorno alle 6 – spiegano in una nota inviata tramite il legale Federica Ambrogi – e quando chi di dovere è intervenuto sul posto, dopo la chiamata della proprietaria della pizzeria che per prima l’ha trovato in quelle condizioni, non ha fatto alcun accertamento sul suo stato di ebbrezza alcolica. Quando poi in ospedale si è provveduto con le verifiche del caso, queste hanno escluso totalmente questa possibilità. Il ragazzo era sobrio”.
Nessuna ebbrezza alcolica, dunque, ribadita anche dal fatto che la patente del giovane è stata subito restituita alla madre e non ritirata come sarebbe dovuto avvenire altrimenti. Ma ciò che ha scosso ancor di più i familiari del 23enne è che nessuno li ha avvertiti in tempo di quanto fosse successo.
“Abbiamo passato ore ed ore di angoscia senza sapere dove e come stava il ragazzo – raccontano -. Abbiamo chiamato gli amici, abbiamo provato a girare con la macchina per cercarlo, ma di lui nessuna traccia. Solo dopo aver contattato le forze dell’ordine intorno alle 14 siamo riusciti a capire cosa era successo la mattina. Eppure lui era cosciente e aveva dato il numero di casa ai soccorritori, come riportato nel verbale del pronto soccorso”.
Le condizioni del 23enne, ora, restano gravi anche se la prognosi è stata sciolta il giorno successivo dell’incidente e il ragazzo è tornato ad essere vigile. Purtroppo però ne avrà ancora per molto.
“Siamo in attesa degli esiti della tac – continuano i familiari – dopodiché i medici decideranno come procedere. Lo schianto gli ha provocato diverse fratture: al gomito, al bacino, ma soprattutto alla bocca e al mento. Dovrà sottoporsi alla ricostruzione di tutta l’arcata dentaria superiore e del labbro. Sicuramente lo aspettano diversi interventi chirurgici e una lunga riabilitazione”.
L’unica nota davvero positiva di tutta questa storia è l’intervento della proprietaria del ristorante “Parco Airone”.
“Se non ci fosse stata lei chissà come sarebbe andata a finire – conclude la famiglia -. Dopo lo schianto è rimasto per almeno tre ore da solo in quelle condizioni e la signora, da quello che ci ha poi raccontato, non sarebbe neanche dovuta passare al locale perché non aveva inizialmente intenzione di aprire. Ci teniamo molto a ringraziarla pubblicamente per aver attivato la macchina dei soccorsi”.
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