Viterbo – “Ho ho dato un’indicazione precisa ai dirigenti: io non voglio fallire. Mi diano una mano con serietà e correttezza. Ritengo che l’abbiano capito, sono persone corrette e capaci”.
Il primo giorno da presidente della provincia per Mauro Mazzola passa velocemente fra un incontro e l’altro. Con il suo predecessore e soprattutto con i dirigenti, che lo dovranno aiutare a portare avanti un ente che non naviga certo nell’oro.
Ma il sindaco di Tarquinia non è tipo d’abbattersi alla prima difficoltà e nemmeno alla seconda o alla terza.
Neppure di fronte a una politica che stenta a capire come l’aria a via Saffi sia cambiata. Un’altra era.
“Non ci vorrà molto a far capire che è cambiato tutto. Non mi piace leggere che provincia e comune di Viterbo, ad esempio, siano usati come stanze di compensazione, d’equilibri, per l’assessorato tal dei tali. Non esiste.
La provincia è la provincia, il comune è il comune. Non ci provi nessuno a mescolare le cose”. Tempesta in vista.
“Io quest’avventura me la sono cercata, mi è piaciuta e me la sono presa. Chi mi ha dato l’ok mi conosce bene. Sa come sono fatto e quale sia il mio carattere. Non mi nascondo mai. Dico tutto in faccia, non faccio trabocchetti.
Tutti sanno come mi comporto. A testa bassa, lavoro dalla mattina alla sera. Dobbiamo lavorare tutti insieme.
Una cosa però la voglio dire. Se qualcuno non mi vuole nemmeno alla presentazione della lista, perché adesso dobbiamo mettere insieme provincia e comune?”. Riferimento al debutto della lista civica voluta dal sindaco.
Insomma, avrebbero dovuto pensarci bene, prima di candidare il sindaco di Tarquinia a presidente. Mazzola sorride. “Ormai è tardi…”.
La prossima settimana s’insedia il consiglio provinciale. Ai suoi uomini chiede idee e impegno. Chi ha voglia di lavorare è benvenuto, ma non ci saranno incarichi.
Mentre per il suo vice, in un consiglio composto undici su dodici da uomini, mettere in risalto l’unica donna riuscita a farsi eleggere, sarebbe un bel segnale.
Laura Voccia, la sola consigliera, fa parte della sua maggioranza.
Le prime notizie che gli hanno passato non sono delle più rassicuranti.
“Mi dicono che abbiamo subito tagli da parte del Governo per nove milioni di euro. Dobbiamo risparmiare, ottimizzare”.
In queste condizioni anche il taglio dell’erba diventa un problema. “Certo, anche quello. Lo dobbiamo fare da soli. Così come tante altre cose. Bisogna lavorare tantissimo. Conosco bene la provincia. Va cambiato totalmente come si lavora sulle strade. Avere mezzi e personale, ma se ognuno pensa alla propria zona e non è d’aiuto ad altre, è sbagliato.
Fin dove riusciamo ad arrivare noi, dobbiamo pensarci da soli. Poi eventualmente chiediamo aiuto a ditte private.
Lo dico a malincuore, perché anche le imprese hanno dipendenti ma noi non abbiamo più finanziamenti”.
Una delle criticità è rappresentata dal personale.
“Ne abbiamo in esubero e ci sono i precari che devono rientrare. Qualcosa non funziona.
E’ giusto che i precari siano tutelati. C’è gente che lavora per l’ente anche da quindici anni. Ma è pur vero che va tutelato pure chi aveva un posto e su questo si è costruito una famiglia, magari per trent’anni e che non possiamo buttare fuori, va trovato il modo di aiutare tutti. E tutti insieme.
La prossima settimana vedrò i sindacati. Di carne al fuoco ce n’è molta”.
Lunedì s’insedia il consiglio provinciale.
“Le nomine, non deleghe, lo sottolineo, ma incarichi di lavoro vicino al presidente, ce ne saranno per tutti.
Affidare incarichi per asfaltare le strade non ha più senso. Lo faccio da solo, la competenza è del presidente.
Il consigliere mi deve essere vicino con le idee. Deve pensare a un progetto diverso, generale. Serve sviluppo e innovazione.
Se siamo venuti qui per asfaltare le strade e per il taglio delle erbe, era meglio se restavamo a casa nostra”.
Ieri mattina ha incontrato il suo predecessore Marcello Meroi. “Un colloquio cordiale fra persone che si stimano da anni. C’erano tre o quattro pratiche da definire e che non è riuscito a portare a termine.
Me le ha sottoposte e spiegate, adesso le valuterò”.
Fra queste, i tutor. “Ho già la mia idea. Vedremo. Ho dato disposizione di fare alcune cose. Leggerò i contratti, la prossima settimana prenderò una decisione, che ho già in testa”. In campagna elettorale ha avuto il sostegno del presidente Nicola Zingaretti, ma l’aiuto della regione serve adesso e in futuro.
Senza soldi la provincia non va da nessuna parte. “In assenza di fondi non facciamo niente. Il presidente mi ha chiamato qualche ora dopo l’elezione. Mi ha detto che lui c’è, sarà presente con impegno, vicinanza e finanziamenti.
Lo ringrazio in modo particolare. Già da domani sarò in regione a bussare alle varie porte”.
Può darsi che si sia già pentito d’avere sostenuto Mazzola.
“Già me lo ha detto. Salutandomi mi ha ricordato come io rompessi tanto le scatole per il comune di Tarquinia. Pensa adesso, che sarà per l’intera provincia”.
Giuseppe Ferlicca
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