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Viterbo - Il professore Balestra dell'Unitus spazza via ogni allarmismo e ricorda l'appuntamento informativo del 9 maggio a Vetralla

“Xylella, gli olivicoltori del Lazio possono stare tranquilli”

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Un oleandro colpito da Xylella

Un oleandro colpito da Xylella 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Recentemente, in Puglia, è stato segnalato ufficialmente, per la prima volta in Italia come in tutta l’Unione europea, un pericolosissimo patogeno a carico dell’olivo (Olea europea L.) denominato Xylella fastidiosa.

“Si tratta di un microrganismo che va a colpire la pianta nel suo tessuto linfatico e che porta a un disseccamento certo. La malattia viene trasmessa alle altre piante tramite alcuni insetti”, ha spiegato Giorgio Balestra, docente del Dafne e organizzatore, nell’ambito di uno specifico progetto Psr della Regione Lazio, di un incontro informativo sul problema Xylella, dedicato a tutti gli agricoltori della filiera olivicola/olearia del Lazio. L’appuntamento è per sabato 9 maggio alle 18, all’oleificio Paolocci di Vetralla.

La Xylella fastidiosa, che si manifesta con un diffuso avvizzimento e un imbrunimento interno dei tessuti vascolari, non colpisce solamente le piante di olivo: anche la vite, gli agrumi, l’oleandro; molte specie da frutto e anche numerose specie erbacee ed ornamentali. Si tratta di un patogeno notoriamente dannoso negli Stati Uniti e, in particolare, in California, ma anche in Asia e nell’area Caraibica.

Quando la Xylella colpisce la pianta, come è accaduto in Puglia, il problema diventa serio davvero: “La pianta malata viene eliminata – ha spiegato Balestra – così come tutte le piante che si trovano nei 100 metri circostanti. E questo, come si può ben immaginare, rappresenta un danno enorme per gli olivicoltori”.

Nel caso specifico, quelli pugliesi sono stati danneggiati profondamente, considerando che la coltivazione dell’olivo è la “coltivazione madre”.

Per il momento la Xylella ha colpito solo la Puglia, in tutta Europa, ma è allarme anche nel Lazio? “Gli olivicoltori del Lazio possono stare tranquilli – ha detto chiaramente il docente –, ma informare gli agricoltori della problematica, dei sintomi, dei rischi è fondamentale così che essi abbiano la possibilità di prevenire ed evitare emergenze, spesso causate dalla disinformazione o mala informazione”.

Università della Tuscia

 


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8 maggio, 2015

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