Viterbo – Dopo il bel successo dell’iniziativa sul pianoro della distrutta città di Castro, Antonello Ricci e Davide Ghaleb editore lanciano la quinta tappa delle loro passeggiate/racconto “all’etrusca” per l’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza: Passeggiata Acquarossa (A spasso per la città dei vivi!).
Il nuovo appuntamento del ciclo è fissato per domenica 17 maggio. Appuntamento alle 10 ai cancelli dell’area archeologica.
Alla iniziativa parteciperanno Marina Micozzi (etruscologa dell’Unitus) e Valeria D’Atri (direttrice del museo archeologico nazionale di Viterbo). L’evento è organizzato in collaborazione con Azienda agricola Rocchi Raffaele.
Per l’occasione il proprietario dell’area, l’Azienda Agricola Rocchi, effettuerà a proprie spese una pulizia straordinaria del sito; Davide Ghaleb editore contribuirà alla spesa devolvendo a tal fine parte dell’incasso della giornata.
In attesa dell’evento, pubblichiamo un articolo di presentazione di Valeria D’Atri, direttrice del museo archeologico nazionale di Viterbo.
Un ricordo indelebile
Quando frequentai alla Sapienza di Roma il corso di Etruscologia con il professor Pallottino, mai avrei immaginato di esser testimone di una scoperta incredibile, vero e proprio punto di svolta negli studi sulla civiltà etrusca.
Erano gli anni in cui la materia riscuoteva ampi consensi e stimolava numerosi interrogativi, non sempre risolvibili. Ma erano anche gli anni in cui dilagava, purtroppo, la piaga degli scavi clandestini con perdite irrecuperabili, tanto che viene spontaneo chiedersi quanta parte del “mistero” degli Etruschi appartenga a quei saccheggi.
Tuttavia un dato balzava in evidenza: tante tombe, tante necropoli, ma le città, erano tutte scomparse sotto i moderni insediamenti e, soprattutto, come vivevano gli Etruschi?
Accadde in quegli anni che, nei pressi di Viterbo, una nutrita équipe di archeologi svedesi, ritrovasse, in numerose campagne di scavo, un abitato etrusco. La situazione era ottimale, non alterata da stratificazioni successive, manomessa solo da lavori agricoli ed ora, sotto le organizzate mani degli studiosi svedesi, ritornava in luce.
A dire il vero, si deve al viterbese Luigi Rossi Danielli la felice intuizione dell’esistenza, sul pianoro detto di S. Francesco, di un abitato etrusco, ma allora, agli albori del secolo scorso, non erano ancora i tempi per uno scavo di questo tipo e complessità: fu necessario aspettare l’occasione propizia.
Ed ecco che questa si manifestò quando, nel pieno degli anni sessanta, il Re di Svezia, Gustavo VI Adolfo, archeologo, manifestò il suo interesse per uno scavo in Etruria. Campagne di scavo pluriennali, con abbondanza di risorse umane e materiali e soluzioni all’avanguardia per i tempi, consentirono la scoperta dell’abitato etrusco di Acquarossa.
Ricordo l’attesa di noi studenti per la visita al cantiere svedese che venne organizzata nella primavera del 1974, nell’ambito di un seminario di Etruscologia. Ai piedi della collina scorreva, come oggi, la sorgente dell’Acquarossa: bevemmo e scoprimmo subito che quell’acqua, dal colore parlante, in effetti costituiva la ragione principale della nascita dell’antico centro per la presenza del ferro.
Salimmo la balza che dalla strada si inerpicava fino su al pianoro e lì vedemmo gli scavi: sull’ampio plateau, una moltitudine silenziosa di persone si muoveva con attenzione tra lacerti di muretti in tufo, battuti in argilla e ciottoli stradali. Carl Eric Östenberg, direttore del cantiere, ci accolse, illustrandoci le scoperte dei vari settori: dalle tracce di pali di una casa, ai piccoli forni esterni alle abitazioni, dai depositi alimentari, alla strada, fino all’area del grande edificio con colonne che aveva restituito numerosissime lastre architettoniche decorate a matrice.
Immagini da un passato lontano, poste in sequenza come i fotogrammi di una pellicola, fissavano la storia del complesso che, per gli archeologi svedesi, era un luogo sacro, un tempio. Nel tempo poi si è venuta elaborando un’altra interpretazione che vuole riconoscere allo stesso una funzione civile e non religiosa, vedendo in esso la residenza di un capo.
Diverse volte mi sono fermata a riflettere sulla singolare coincidenza della storia che ha fatto si che un Re ritrovasse una régia antica! Le scene delle lastre di argilla che in sequenza coprivano le travi di legno, parlano di partenze in armi, di ritorni trionfali, di feste e danze, in una lunga sorta di corteo celebrativo. Ma soprattutto, qui, scorreva la vita di tutti i giorni e sul pianoro, dominato dalla inconfondibile sagoma del Cimino, lo sguardo di chi abitava ad Acquarossa abbracciava una vasta porzione di territorio, tutta da controllare.
Oggi la bellezza del posto, che si può visitare, è arricchita da sapienti apparati didattici che gli archeologi svedesi hanno voluto a testimonianza non solo della lunga ricerca svolta ma, come immagino, anche per riconoscenza verso una terra che a loro ha saputo concedere qualcosa di unico.
Valeria D’Atri
Soprintendenza archeologica del Lazio e dell’Etruria meridionale
Nell’ambito dell’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza
Una iniziativa Tusciaweb
in collaborazione con
Università degli Studi della Tuscia
e Caffeina Cultura
Con il patrocinio della
Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale
Antonello Ricci e Davide Ghaleb
presentano
I pirati della bellezza – 12 passeggiate/racconto “all’etrusca”
Quinto appuntamento
Domenica 17 maggio
Viterbo – località Acquarossa
Evento in collaborazione con
Azienda Agricola Rocchi Raffaele
Per l’occasione il proprietario dell’area, l’Azienda Agricola Rocchi, effettuerà a proprie spese una pulizia straordinaria del sito; Davide Ghaleb editore contribuirà alla spesa devolvendo a tal fine parte dell’incasso della giornata (*)
Passeggiata Acquarossa
A spasso per la città dei vivi!
Appuntamento ore 10.00
Località Acquarossa – ingresso area archeologica
“Pillole” storico-archeologiche a cura di
Marina Micozzi (Archeologa dell’Unitus)
Letture di Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti
Percussioni en plein air di Roberto Pecci
Racconta e conduce Antonello Ricci
Il biglietto per la partecipazione all’iniziativa consiste – come al solito – nell’acquisto del volume I pirati della bellezza: romanzo degli Etruschi secondo A. Ricci
o di altro libro a scelta dal ricco catalogo di
Davide Ghaleb Editore
info e prenotazioni tel. 3206872739 (attivo tutti i giorni ore 12.00-13.00)
etruschi-passeggiate@tusciaweb.it
Come si raggiunge Acquarossa: da Viterbo, percorrere strada Teverina in direzione Bagnoregia. Dopo circa 4 chilometri svoltare a destra per strada provinciale Acquarossa (in direzione Bagnaia). Dopo poche centinaia di metri si incontra sulla sinistra il cancello dell’area archeologica.
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I pirati della bellezza – 12 passeggiate/racconto “all’etrusca”
I prossimi appuntamenti
Giugno, sabato 6 (nel tardo pomeriggio)/ Orioli e gli altri: alla scoperta di Castel d’Asso! LUGLIO, Domenica 5 (in notturna)/ Tarquinia – Una notte al museo/1
Agosto, domenica 2 (in notturna)/ Vulci – Una notte al museo/2
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