Roma – Fioroni: “Moro statista e profeta su ruolo dell’Europa”.
A dichiararlo Giuseppe Fioroni, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte dello statista della Dc, al suo arrivo a palazzo Giustiniani per il convegno “Aldo Moro, l’Europa e il Mediterraneo“, in programma ieri 8 maggio.
I lavori del convegno sono stati aperti dal direttore del “Domani d’Italia, Lucio d’Ubaldo.
Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso, il vicesegretario nazionale Pd Lorenzo Guerini, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, il capogruppo della commissione parlamentare d’inchiesta Marta Grande, il ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni e il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera Gero Grassi.
L’intervento conclusivo è toccato al presidente della Commissione Fioroni per cui Aldo Moro fu “uno statista che ha avuto una visione profetica, anticipando anche i segni dei tempi. E questo, lo ha fatto soprattutto in politica estera, come quando, negli anni ’74-’76, già cercava di rilanciare la Comunità europea e di potenziare il ruolo delle Nazioni unite”.
Fioroni ha sottolineato come Moro già allora parlava “dell’importanza dell’Europa e della politica del rigore e contemporaneamente di consentire una forte redistribuzione del reddito. Ci troviamo molto dell’attualità, un ruolo dell’Italia legato alla Comunità europea, che cerca di stabilizzare il Mediterraneo, il superamento della politica bipolare per arrivare a una politica multipolare”.
Per Fioroni è stato dunque “un precursore dei tempi e molte delle battaglie di allora possono riuscire oggi a ad arrivare a compimento“.
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