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Viterbo - L'amministrazione comunale ricorda il giornalista vittima della mafia, nel parco a lui dedicato

Per non dimenticare Peppino Impastato…

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Viterbo - La cerimonia al parco Peppino Impastato - Leonardo Michelini e Cristian Scorsi

Viterbo – La cerimonia al parco Peppino Impastato – Leonardo Michelini e Cristian Scorsi 

Viterbo - La cerimonia al parco Peppino Impastato - Raffaella Valeri, Daniela Bizzarri, Maria Rita De Alexandris, Cristian Scorsi

Viterbo – La cerimonia al parco Peppino Impastato – Raffaella Valeri, Daniela Bizzarri, Maria Rita De Alexandris, Cristian Scorsi 

Viterbo - La cerimonia al parco Peppino Impastato - Leonardo Michelini e Cristian Scorsi

Viterbo – La cerimonia al parco Peppino Impastato – Leonardo Michelini 

Viterbo - La cerimonia al parco Peppino Impastato - Maria Rita De Alexandris e Cristian Scorsi

Viterbo – La cerimonia al parco Peppino Impastato – Maria Rita De Alexandris e Cristian Scorsi 

Viterbo – Non si può dimenticare un uomo come Peppino Impastato, che ha combattuto la mafia ed è stato dalla mafia ucciso.

E’ stato questo il senso della cerimonia in onore di Impastato, nel 37° anniversario della sua tragica scomparsa, tenutasi questa mattina.

La cerimonia si è svolta alle 10 di stamani per celebrare l’anniversario della morte di Peppino Impastato, giornalista di radio Aut, brutalmente ucciso il 9 maggio 1978 a Cinisi dalla mafia. Come lo scorso anno, la commemorazione è avvenuta all’ingresso del parco su via A. Volta, quartiere Pilastro, davanti alla targa che nell’ottobre 2013 l’amministrazione comunale fece apporre per ricordare la memoria di Impastato e di tutte le vittime della mafia.

Presenti il sindaco Leonardo Michelini, l’assessora Raffaella Valeri e i consiglieri Maria Rita De Alexandris, Daniela Bizzarri e Christian Scorsi. Quest’ultimo ha aperto il discorso sottolineando come “l’edificazione del parco era già stata programmata dalla vecchia amministrazione, e noi giustamente abbiamo provveduto a ultimare l’opera. Un atto dovuto, per una vittima della mafia uccisa ingiustamente, proprio perché diventata un personaggio scomodo”.

Parola quindi al sindaco Michelini, che ha fatto osservare che “è vero che un paese non ha bisogno di santi e di eroi, ma nonostante ciò necessiterà sempre dello strumento del ricordo: oggi siamo qui a parlare di un personaggio la cui memoria è fondamentale. Coltivare il ricordo è obbligatorio, perché se non si tiene a mente questo, assieme al valore della legalità, non si potrà mai affrontare il futuro in maniera serena”.

 


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9 maggio, 2015

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