Riceviamo e pubblichiamo – La scarsità e l’irregolarità delle piogge dall’autunno 2010 a oggi ha provocato una delle peggiori siccità degli ultimi decenni in tutta l’area del Corno d’Africa.
Si parla ormai di catastrofe umanitaria. Il Papa ha richiamato l’attenzione su “tanti fratelli e sorelle che in questi giorni, nel Corno d’Africa, patiscono le drammatiche conseguenze della carestia, aggravate dalla guerra e dalla mancanza di solide istituzioni”, ha sollecitato “la mobilitazione internazionale per inviare tempestivamente soccorsi” e ha aggiunto “Non manchi a queste popolazioni sofferenti, tra cui tanti bambini, la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà”.
Secondo i dati Onu, l’emergenza umanitaria coinvolge circa dodici milioni di persone: 3,7 in Somalia, 4,8 in Etiopia, 3,5 in Kenya, 160 mila a Gibuti e anche parte della popolazione in Eritrea.
Dodici milioni di persone stanno morendo. Letteralmente. Di sete, di fame, di stenti.
In particolare, in Somalia la fragilità politica e il perdurare di un ormai ventennale conflitto non hanno fatto altro che peggiorare una situazione già grave.
Migliaia di profughi somali, ogni giorno, fuggono dal loro paese, concentrandosi prevalentemente nei campi di Dadaab in Kenya e Dollo Ado in Etiopia. Nel primo sono rifugiate più di 400mila persone, nel secondo 120mila. A soffrire sono soprattutto i bambini. In Somalia uno su tre è denutrito.
La presidenza della Cei ha indetto per domenica 18 settembre 2011: “Una colletta nazionale attraverso una raccolta straordinaria”.
La raccolta sarà effettuata in tutte le parrocchie della diocesi, per esprimere solidarietà ed attenzione concreta alle popolazioni colpite dalla siccità.
Caritas Italiana ha già messo in campo azioni che riguardano principalmente l’assistenza alimentare, la fornitura d’acqua (realizzazione di pozzi e approvvigionamenti idrici), azioni nell’ambito sanitario (costruzione di ambulatori – fornitura di medicinali), sostegno nella ripresa delle attività agricole e di allevamento (distribuzione di sementi – attrezzi agricoli – bestiame – assistenza veterinaria…).
Domenica 18 settembre: siamo generosi.
L’attenzione, la preghiera, la generosa solidarietà della gente diventi “testimonianza di comunione e condivisione” verso le popolazioni così duramente colpite.
Caritas diocesana di Viterbo
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