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Viterbo - Renzo Poleggi (La mia Tuscia) contrario alla permanenza di Fiore del cielo a Expo

“Riportiamo a casa la macchina di Santa Rosa”

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Fiore del cielo a Milano per Expo

Fiore del cielo a Milano per Expo

Renzo Poleggi

Renzo Poleggi 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore,

ci sembra ormai giunto il momento di dire le cose come stanno: l’operazione Macchina di S. Rosa all’Expo è ormai indirizzata verso un clamoroso fallimento causato principalmente dalla feroce stroncatura che la stampa nazionale ha elargito a piene mani con giudizi a volte estremamente negativi su Fiore del Cielo, annoverandola tra le cose più trash esposte all’Expo Milano.

Evidentemente diversi giornalisti non hanno tenuto conto di ciò che la Macchina di Santa Rosa rappresenta per noi viterbesi tutti, del patto d’amore che da molti secoli si rinnova tutti gli anni attraverso lo sforzo dei facchini, i cavalieri di S.Rosa. Però è altrettanto vero che non bisognava essere dei geni per capire che sarebbe stato molto difficile, se non impossibile, far capire al turista cos’è il Trasporto, il suo fascino, le sue atmosfere in un ambiente algido e freddo come quello del piazzale dell’ Expo gestito da Eataly, lontano anni luce dagli scenari in cui la Macchina di S. Rosa offre uno degli spettacoli più affascinanti del mondo, volando sopra i tetti della sua città immersa nel buio.

Bastava anche pensare a come mai gli altri tre comuni facenti parte, insieme a Viterbo, delle città che presentano macchine a spalla anch’esse patrimonio Unesco, come Nola, Palmi e Sassari, non fossero presenti all’Expo, forse consapevoli che certe usanze sono quasi esclusivo appannaggio della terra e delle genti che la vivono sulla propria pelle, come una tradizione e cultura le cui radici si perdono nella notte dei tempi.

Se voleva essere una operazione promozionale per il territorio è evidente che si è rivelata invece un clamoroso fiasco che rischia di dimostrarsi addirittura controproducente dal punto di vista della promozione dell’immagine della festa più importante dei viterbesi, d’altronde questa amministrazione ci ha abituato a certe decisioni che definire superficiali è un eufemismo, d’altra parte basti ricordare che in amministrazione c’era chi voleva regalare la carrozza dei Priori al comune di Piacenza, per non parlare poi della “Pietà” di Sebastiano del Piombo, praticamente semi-nascosta, solo due esempi di discutibile capacità di marketing territoriale e di gestione delle eccellenze che Viterbo ha e che dovrebbero essere “sfruttate“ in modo più efficace e razionale.

Non è peraltro pensabile che la promozione ed il rilancio del territorio sia affidato esclusivamente all’esposizione della Macchina di S.Rosa, forse sarebbe stato più logico allestire uno stand che pubblicizzasse le altre iniziative tipo Caffeina, tipo S.Pellegrino in Fiore, proponendo contestualmente siti di indubbio interesse come Ferento e Castel D’asso, per non parlare poi del nostro splendido, unico e bistrattato centro storico e quant’altro possa essere fonte di turismo per Viterbo.

Riteniamo che sia la gente che deve andare da S.Rosa e non viceversa e che poi, soprattutto, non si possa assolutamente trasformare un simbolo religioso di fede ed amore in una sorta di totem pubblicitario di cui pochissimi riescono a capire il vero significato che la Macchina di S. Rosa rappresenta per la sua gente, per i viterbesi.

Sicuramente l’operazione Expo poteva essere gestita meglio, con maggiore programmazione e visibilità, speriamo che per la prossima edizione dell’Expo ci si organizzi meglio, magari affidandosi a chi sa veramente fare politica per il territorio.

Renzo Poleggi


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20 maggio, 2015

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