Riceviamo e pubblichiamo – E’ iniziato con l’inno di Mameli il dibattito a Mirabello di Gianfranco Fini. Un intervento attesissimo nella giornata conclusiva della trentesima festa tricolore che il 12 Settembre del 1982 un grande italiano, Giorgio Almirante, tenne a battesimo.
La delegazione in rappresentanza di Futuro e Libertà di Viterbo, al seguito del coordinatore provinciale Claudio Taglia, era presente; tutti abbiamo potuto cogliere dal vivo un clima di partecipazione e tanta voglia di far crescere un partito appena nato che già può vantare 100mila iscritti, la presenza su tutto il territorio nazionale e il 50% dei congressi provinciali e comunali già svolti.
Fa ben sperare il recente sondaggio di Swg, secondo il quale Futuro e Libertà ha raggiunto il 5,5% di gradimento e coincide con il calo vertiginoso del consenso del Pdl.
L’intervento del leader Gianfranco Fini ha toccato vari argomenti, tra i quali: il decimo anniversario dell’attentato terroristico alle Torri Gemelle; un doveroso e sentito ringraziamento a Giorgio Napolitano, punto di riferimento per gli italiani, per il suo modo di concepire le istituzioni; l’invito a porre la propria firma per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale, per poi cercare un’alternativa al sistema bipolare che ha contribuito ad aumentare le distanze tra la società civile e il palazzo; la inutilità di una manovra finanziaria che contribuisce a danneggiare la credibilità di questo Governo, con gravi conseguenze per il Paese; l’urgenza di isolare la Lega Nord.
Si è infine soffermato sull’argomento che anima grandi dibattiti all’interno di Fli, le possibili alleanze. Il presidente Fini, con chiarezza e convinzione ha spiegato che, non si tratta solo di costruire un’alternativa credibile al berlusconismo. Ora che è fallita la rivoluzione liberare e democratica di Berlusconi, non si puo tornare indietro.
Bisogna rafforzare il Terzo Polo che deve essere un’unione di forze motivate dalla volontà di andare all’attacco.
Il Terzo Polo non può limitarsi ad essere un’alleanza; o ha la capacità di candidarsi a guida del Paese, facendosi trovare pronto, o rischia di non far breccia nel cuore degli italiani.
“Siamo moderati? – ha puntualizzato rivolgendosi ai suoi militanti – Sì, ma moderato non significa rinunciatario o timido. Il Terzo polo deve essere il punto di riferimento dell’ Italia laboriosa, pulita e onesta e che non vuole una politica di muro contro muro ma di valori”.
Alla fine di una giornata così intensa siamo tornati con la consapevolezza che si sta aprendo una nuova fase del centrodestra, senza prescindere dal Terzo Polo, con il ricompattamento di tutta l’area “moderata“ che già esiste nel Ppe.
Siamo sicuri che con il progressivo abbandono degli elettori e la relativa crisi all’interno del Pdl lo spazio per Fli sarà sempre maggiore, basta crederci e lavorare.
Coordinamento provinciale Fli Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY