Viterbo – Doveva essere il giorno più lungo per l’amministrazione Michelini, invece l’approvazione del bilancio consuntivo si è trasformato in una passeggiata. Approvato dalla maggioranza compatta, seppure i problemi politici nel centrosinistra restino tutti, con l’astensione di parte dell’opposizione. Effetto dell’emendamento condiviso con il centrosinistra per l’Unione e il deficit Talete. Hanno votato in molti, ma non tutti.
Fra chi ha detto no c’è Viterbo 2020. Chiara Frontini ha visto un altro consiglio comunale rispetto a quello descritto dal sindaco Michelini.
“Il consiglio era partito con tutta l’aria della crisi, con nove consiglieri che minacciavano di non votare il bilancio e due assessore dimissionarie, invece la maggioranza si è ricompattata”.
Ha ottenuto molto di più, non le pare?
“Su un atto importante come il bilancio consuntivo ha portato a casa anche l’astensione di una parte della minoranza. Nonostante il no di Viterbo 2020, Movimento 5 stelle, gruppo misto, il dato che emerge è che Michelini ha fatto il pieno di consensi”.
Con quali ripercussioni politiche?
“E’ evidente che ormai l’area popolare facente riferimento all’ex ministro Fioroni vince e stravince, in città e in provincia”.
Quindi?
“Purtroppo è Viterbo che perde, in balia di guerre tra bande in una maggioranza che puntualmente, una volta arrivati al dunque, cioè alla decisione di non alzare la mano in consiglio comunale, si dissolvono come neve al sole, mostrando la totale assenza di idee organiche di sviluppo per la città, un’ostinata chiusura all’ascolto dei cittadini e una tragica mancanza di prospettiva. Ne è una dimostrazione la bocciatura della nostra richiesta di anticipare la discussione delle due petizioni popolari sul parco di Santa Barbara, dove i lavori sono ormai iniziati, in attesa che la prossima settimana sia convocata la commissione per il regolamento sul referendum”.
Pur tra le difficoltà c’è un centrosinistra che aggrega, con l’altra parte in difficoltà. Ha idee per invertire la tendenza?
“Tutti lo sanno ma nessuno lo dice: è arrivato il momento di fare chiarezza e creare un’alternativa. In pieno stile renziano, lo schema della maggioranza Pd è chiaro, allargare il consenso del loro partito all’esterno dello stesso, come accaduto con la lista civica delle provinciali ispirata proprio dell’ex ministro. Adesso dobbiamo creare un’alternativa a questo strapotere”.
Come?
“Per prima cosa superando lo schema destra-sinistra e mettendo un punto fermo una volta per tutte ai vari tromboni e riciclati, schierando in campo gente onesta, capace, seria”.
A chi si rivolge?
“Il nostro è un appello ai cittadini, alle associazioni, alle categorie: il futuro della città è nelle nostre mani ed è ora di rendercene conto. E soprattutto, puntare sulla realizzazione d’atti concreti, come l’emergenza casa che è ormai un nostro chiodo fisso da tempo. Su questo tema chiediamo che si vada al voto presto, anche in vista della prossima assegnazione dei 52 alloggi a Bagnaia, e vediamo come si esprimeranno i consiglieri”.
Costruire un’alternativa. Obiettivo ambizioso.
“Intendiamoci: noi crediamo nella democrazia e nell’espressione diretta dei cittadini. Non possiamo nasconderci, Giuseppe Fioroni e sodali, i voti li hanno sempre presi. Funziona così, dietro le spalle tutti lo criticano e nessuno lo conosce, ma quando serve qualcosa, a quella porta in molti vanno a bussare. Per questo diventa sempre più importante e urgente lavorare per dare ai viterbesi un’alternativa chiara. Alternativa che come sempre costruiremo nelle piazze e tra la gente, partendo da tutto ciò che di buono Viterbo 2020 ha costruito in questi due anni d’opposizione alla giunta Michelini”.
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