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Viterbo - Era stata presentata a fine ottobre dalla deputata Farina Coscioni

Skipper scomparso, in arrivo la risposta all’interpellanza

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Skipper scomparso, la Camera si attiva. E’ prevista per questa mattina la risposta all’interpellanza urgente sul caso di Federico Pavani, lo skipper vetrallese scomparso il 7 ottobre scorso.

L’interpellanza, all’ordine del giorno della seduta odierna della Camera, era stata presentata dalla deputata Maria Antonietta Farina Coscioni, anche lei vetrallese, e indirizzata al ministro degli Esteri Franco Frattini.

Il documento era stato firmato, tra gli altri, anche dai parlamentari viterbesi Giulio Marini, Ugo Sposetti e Giuseppe Fioroni.

Un intervento finalizzato a fare luce sul caso dello skipper, del quale i familiari non hanno più notizie da oltre un mese.

“Pavani – si legge nell’interpellanza -, appassionato di viaggi e da circa dieci anni skipper di professione, doveva fare rientro in Italia dalle isole Fiji nella prima decade di ottobre, ma ormai da diverso tempo i suoi genitori ne hanno perso le tracce”.

Lo skipper era partito a metà marzo dalla Polinesia francese, destinazione Isole Fiji. “L’ultimo contatto telefonico – è scritto, ancora, nell’interpellanza – risale al 24 settembre 2010, una comunicazione con la zia, signora Maria Luisa Bagnaia”. Pavani le disse di trovarsi nella capitale Suva, e annunciava di essere in procinto di vendere la sua barca a un russo, per circa seimila dollari in contanti. Era stato proprio il fatto che il russo volesse pagare in contanti a insospettire Pavani, che avrebbe confidato alla zia le sue perplessità.

L’ultima email alla fidanzata è datata 25 settembre. Poi, il 15 ottobre, l’appuntamento con un connazionale a Singapore, Marco Benagli, “al quale, come riferito dallo stesso Benagli, Pavani non si è presentato”.

Secondo le indagini, fino all’8 ottobre il catamarano di Pavani era ormeggiato al porto di Suva, “circostanza che, come comunicato dal responsabile del locale Yatch Club, farebbe ritenere che non ci fosse nessuna persona a bordo”.

Dai successivi accertamenti, inoltre, è risultato che Pavani non è stato ricoverato presso alcun ospedale della zona, né tantomeno arrestato e detenuto in carcere.

Dagli estratti conti delle carte di credito dello skipper, risulterebbe che siano state usate a ottobre. Un particolare che ha fatto pensare gli inquirenti a un tentativo di rapina conclusosi con il suo assassinio. Un’ipotesi che, in ogni caso, è ancora tutta da confermare.


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11 novembre, 2010

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