Viterbo – Le sentinelle in piedi ritornano.
E’ fissato alle 18 l’appuntamento con la protesta silenziosa dei difensori della famiglia tradizionale.
In piedi, in piazza del Comune, a vegliare per un’ora, sfogliando ognuno il suo libro preferito.
“Per chi ama la famiglia, per chi vuole chiamare liberamente mamma e papà, per chi non si sente genitore 1 o 2, per chi ama i figli che arrivano secondo un disegno superiore, per chi non strappa i figli appena nati alle mamme e non costringe donne disperate a vendere il frutto del loro grembo”. Con questo appello le sentinelle hanno chiamato a raccolta “tutti quelli che la pensano così”.
La protesta silenziosa si svolgerà simultaneamente in cento piazze d’Italia. Parallelamente alla contromanifestazione.
A Viterbo, come anche in quasi tutte le città “presidiate” dalle sentinelle in piedi, gli anti-sentinelle si sono organizzati su Facebook, creando la pagina Non siamo così medievali. Un’azione virale, in risposta alla manifestazione di oggi pomeriggio.
Per i dissidenti, le sentinelle in piedi manifestano non per avere dei diritti, ma per toglierli ad altri, esprimendo il proprio dissenso sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, comparate ai matrimoni. Le anti-sentinelle richiamano a un gesto simbolico: usare su Facebook l’hashtag #nonsiamocosìmedievali e cambiare la propria immagine di copertina con una di quelle pubblicate sul gruppo. In meno di tre ore la pagina ha superato i 300 like. Ora è a quota 1300.
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